Simone Viscardi
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Champions League, la Top11 degli ottavi di finale

La Super Juve, il Barcellona dei marziani e tanti altri avrebbero meritato di entrare nel Dream Team del turno di Champions League, ma c'è spazio solo per 11, scopriamoli

Champions League, la Top11 degli ottavi di finale
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Carne al fuoco nella settimana di Champions League ce n’è molta. La Super Juve meriterebbe in blocco di esserci, così come il Barcellona dei marziani e l’Atletico degli operai, senza dimenticare la rivelazione Monaco. Anche tra le eliminate, del resto, qualcuno si è distinto. Quattro partite, decine di giocatori, ma solo 11 degni del Dream Team di questo turno di Champions League. Scopriamoli insieme:

LA TOP 11 DEGLI OTTAVI DI CHAMPIONS LEAGUE

1 JOE HART  – Signori, è possibile essere eliminati anche se si è riusciti nell’impresa di essere migliore in campo sia all’andata che al ritorno. Al Camp Nou finisce 1 a 0 per i padroni di casa, ma lo scarto avrebbe potuto assumere dimensioni epocali, e se così non è stato è solo per la serata di grazia del portiere inglese. Superbo su Messi, immenso su Neymar, incolpevole sull’eliminazione – SARACINESCA

2 DANI ALVES – All’improvviso siamo tornati al 2010. Imperversa sulla fascia come ai tempi di Guardiola, duettando con Messi per la delizia dei palati fini catalani. Dalla platea scrosciano applausi, compresi quelli del Pep di cui sopra – STANDING OVATION

3 JORDI ALBA – L’altro lato della tenaglia blaugrana. Alves la mette sulla intensità, lui sul piano degli strappi improvvisi. In ogni caso, per i terzini del City non rimane che pregare. Invano – SCATTISTA

4 AARON RAMSEY – Segna (che Dio ce ne scampi) e trascina i suoi a un passo dall’impresa monegasca. Sciagurata la partita d’andata per i Gunners, che al Louis II avrebbero potuto e dovuto ottenere molto di più – SENTENZA

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5 MIRANDA – Senza il compagno di giochi Godin deve assumersi tutta la responsabilità della retroguardia madrilena. Detto fatto, partita di sostanza e agonismo, roba da intenerire anche il cuore duro del Cholo Simeone – IMMENSO

6 LEONARDO BONUCCI – Nella Top 11 della Fifa hanno messo David “TelespallaBob” Luiz e per lui nemmeno una menzione? Testa sempre alta, petto in fuori e sfrontatezza di chi sa di essere superiore. Lassù un certo Gaetano avrà sorriso, sicuro – LIBERO

7 IVAN RAKITIC – L’unico a bucare Hart, il solo ad aver sostituito degnamente il totem Xavi. Con la sua definitiva esplosione sono levitati anche i risultati della squadra. Sarà un caso? Probabilmente no – RISOLUTORE

8 CLAUDIO MARCHISIO – Mancava Pirlo. Ah, davvero? Il Principino sale in cattedra nella notte più importante, guidando la mediana con la sapienza del maestro bresciano, ma con un dinamismo che il numero 21 si sognava anche alla sua età – EREDE AL TRONO

9 ALVARO MORATA – Male male il ragazzino. Quando scatta non salta mai l’uomo, la porta la vede col binocolo e non ha la personalità per caricarsi le sorti offensive della squadra sulle spalle. Scusate, stavamo parlando di Immobile – MATURO

10 LEO MESSI – La Pulce è tornata. Dopo le crisi di vomito, una stagione così così (per i suoi standard) e un Mondiale sfiorato, Leo Messi si candida a competere nuovamente con CR7 per lo scettro di migliore del pianeta. Con prestazioni così scegliere è difficilissimo, spettacolo infinito – MARZIANO

11 CARLOS TEVEZ – “Forte, ma discontinuo” dicevano. “Non segna mai in Europa” ripetevano. Leader maximo dei bianconeri, con 3 gol e 2 assist tra andata e ritorno. L’Apache inizia a bombardare anche fuori confine, e ogni sogno è lecito – TU SI QUE VALES

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