Fulvio Fontana
No Comments

Dortmund: l’oasi felice per l’Italia

Almeno nel calcio ci concediamo il lusso di "conquistare" ripetutamente un pezzo di Germania ricco e potente

Dortmund: l’oasi felice per l’Italia
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

La Juvevincendo nettamente ieri sera a Dortmund, conferma la tradizione favorevole per le squadre italiane al Westfalenstadional: su 15 gare disputate dalle formazioni di club nostrane, sono 7 le vittorie, 6 i pareggi e 5 le sconfitte, alle quali va aggiunto il trionfo della Nazionale nella semifinale storica contro i tedeschi del 2006. Se questo bilancio generale è già di gran lunga positivo, quello dei bianconeri nelle trasferte in Vestfalia diventa addirittura trionfale: la Juve lì ha sempre vinto, segno che è proprio quello, lo stadio più grande, giallo, caldo e folkroristico della Germania, ad essere terreno fertile per i “saccheggi” juventini.

Appunto non uno stadio qualsiasi, ma nel ranking UEFA una struttura a 5 stelle, degna dei migliori hotel di lusso, sicuramente il più capiente della Bundesliga, notoriamente culla della tifoseria tra le più organizzate e spettacolari al mondo. Le coreografie della Sudtribune calamitano le invidie di tanti sostenitori avversari, sono parte di un rito collettivo le cui origini antropologiche vanno individuate nella storia della città e dei suoi dintorni; con i suoi 24 mila posti è la curva più grande d’Europa, ed assisterne alle gesta è un’avventura letteralmente irripetibile. Ecco perchè espugnandola, si ricava come la sensazione di aver compiuto un’impresa (beninteso, il Dortmund visto ieri è lontano anni luce da quello ammirato due stagioni fa, ma qui non ci riferiamo solo al valore tecnico-tattico della vittoria) e in questo senso sarebbe solo apparentemente provocatorio – e lo è ovviamente – proporre ai dirigenti juventini di eleggere il Westfalen come stadio ufficiale per le partite in trasferta.

Altrettanto significativo, sul piano simbolico, è l’aver vinto in Vestfalia, meglio nella regione metropolitana del Reno-Ruhr (alla quale appunto appartiene Dortmund), storicamente la più importante dell’economia tedesca, ricca in passato di numerose industrie pesanti, soprattutto acciaiere, oggi invece pullulante di imprese specializzate in settori come l’hi-tech, la finanza, le assicurazioni, i media.

Insomma una soddisfazione che travalica i limiti dello sport, li supera per diventare una piccola rivincita, un abbrivio dal quale ripartire per vedere un’Italia – sportiva e non –  più competitiva, più coesa, più vincente, in barba a tutte le crisi.

Fulvio Fontana

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *