Giuseppe Landi
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Manenti, ma l’euro era riciclato?

Un plauso a Lega e Federazione per aver permesso ad un tizio che vive con la pensione della madre, di acquistare un club come il Parma

Manenti, ma l’euro era riciclato?
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“Ho i soldi” sembra abbia detto anche alla Guardia di Finanza mentre veniva arrestato. Giampietro Manenti in manette, accusato di reimpiego di capitali illeciti. Il caso Parma si ingigantisce sempre più, con il club che ora rischia seriamente il fallimento, e di ripartire da una categoria non consona ad una città come quella emiliana.

MANENTI E SOCI – Sono in corso in diverse città italiane arresti e perquisizioni, con 22 soggetti destinatari delle misure cautelari, e una sessantina di perquisizioni. I reati contestati agli arrestati sono di associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio con l’aggravante del metodo mafioso.

Ma chi ha permesso ad una figura come Manenti di comprare un club come il Parma? Non si riusciva ad indagare prima sul soggetto? Le domande da porre a Lega e Federazione sarebbero tante, probabilmente per colui che vive con la pensione della madre – così racconta l’ex socio Alborghetti – sarebbe stato meglio rimanere in Slovenia. Manenti lo specchio del nostro Paese, e di un mondo – quello del calcio italiano – sempre più alla deriva. A pagare le conseguenze un’intera città, ma soprattutto le persone all’interno della società, i dipendenti tutti. A loro massima solidarietà.

@PepLandi

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