Marco Tringali
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Fiorentina: la maledizione degli infortuni eccellenti

De Sisti , Trapattoni e Prandelli persero i loro campioni quando ormai pregustavano ambiziosi traguardi. Per Montella la storia rischia di ripetersi

Fiorentina: la maledizione degli infortuni eccellenti
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Una rosa ridondante di buoni giocatori, il sostegno dei tifosi, la compattezza dello spogliatoio, le qualità di Montella, sono alcuni dei fattori che hanno determinato l’ottimo rendimento della Fiorentina 2014-15. Ma non va trascurato anche il fattore infortuni che spesso si rivela essere uno dei leit motiv essenziali per portare a compimento gli obiettivi stagionali. E certamente uno dei motivi che ha determinato le buone prestazioni della viola è proprio il fatto che gli infortuni fino a qualche settimana fa non costituivano certamente un cruccio che turbava i sogni di Montella.

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CORSI E RICORSI – Non è un caso che il rendimento dei gigliati nell’ultima settimana con il tonfo dell’olimpico contro la Lazio e la prestazione a fasi alterne contro la Roma, sia stato depauperato dai numerosi infortuni che hanno riguardato i giocatori che rappresentano i gangli nevralgici del gioco di Montella. E’ ricorrente purtroppo nella storia della Fiorentina il fatto che gli infortuni eccellenti capitati nei momenti clou della stagione abbiano compromesso il raggiungimento di traguardi prestigiosi. La Fiorentina di De Sisti negli anni ’80 che contese fino all’ultima giornata il titolo alla Juventus perse il suo faro, Giancarlo Antognoni, per un gravissimo incidente in campo che rischiò di costargli la vita. E che dire della Fiorentina di Trapattoni che conquistò il titolo d’inverno nella stagione 1998-99 ma perse nel momento decisivo per un gravissimo infortunio il bomber argentino Batistuta, l’autentico trascinatore della squadra, concludendo la stagione al terzo posto dopo un lungo testa a testa contro la odiata rivale Juventus. Per non parlare della Fiorentina di Prandelli che dopo avere raggiunto gli ottavi di finale di Champions ed essendo ancora in lotta per il titolo dovette rinunciare per una squalifica comminata per doping ad Adrian Mutu, il giocatore di maggior classe che la formazione viola potesse esibire. La viola di oggi ha un rosa corredata di ottimi giocatori ed è una formazione che fa del gioco collettivo la chiave dei propri risultati positivi. Probabilmente non ha giocatori dal carisma di Antognoni, di Mutu o di Batistuta, però non si può nascondere il fatto che la quantità innumerevole di infortuni capitata nelle ultime settimane abbia falcidiato la rosa di Montella condizionandone le scelte e obbligando il tecnico a schierare a più riprese e in pochi giorni sempre gli stessi giocatori.

Pizarro, Savic, Gomez, Borja Valero, Babacar per non dimenticare Giuseppe Rossi ancora fermo ai box da inizio stagione sono giocatori che la viola non può permettersi di regalare agli avversari nei quarti di finale di una competizione europea o in una semifinale di Coppa Italia. La speranza dei tifosi è che l’eccessiva quantità di impegni nazionali e internazionali che la viola dovrà affrontare nelle prossime settimane non logori ulteriormente la rosa di Montella, consentendo al tecnico di operare in tutta libertà le scelte opportune per dosare opportunamente l’impiego di ogni singolo giocatore. Ma soprattutto che la maledizione infortuni almeno per una stagione non tormenti i sogni dei tifosi viola consentendo alla formazione gigliata di affrontare in tutta serenità le sfide che potrebbero portare la società ad alzare quel trofeo che rappresenterebbe la prima vera gioia sotto la presidenza di Andrea Della Valle.

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