Elisa Belotti
No Comments

A Terry Pratchett, un inventore di mondi buffi e meravigliosi

Giovedì 12 marzo 2015 muore Terry Pratchett, lo scrittore di fantasy umoristico più famoso al mondo

A Terry Pratchett, un inventore di mondi buffi e meravigliosi
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Terry Pratchett

Terry Pratchett

CHI È TERRY PRATCHETT- Onestamente, l’idea di base è che bisognerebbe vivere in un mondo che, all’interno dei piani di studio, – già nella scuola primaria – presenti una materia tipo : “Uomini straordinari da cui prendere spunto”. Se avessimo la fortuna di vivere in un luogo del genere, sapremmo tutti chi fu quel genio di Terry Pratchett. Ahinoi, un posto simile se lo poteva forse immaginare solo una mente fiorita come la sua e il mondo vero è un luogo parecchio più arido (ma smentiteci, ve ne preghiamo!). Data la premessa pare d’uopo raccontarvi un po’ a chi va il nostro saluto, chi stiamo elogiando. Dire che raccontare questo sognatore nello spazio d’un articolo sia riduttivo è un eufemismo. È molto più che riduttivo. Ma questo è lo spazio che ci è dato, quindi iniziamo. Il fertilissimo scrittore in questione ( ha scritto due libri l’anno dal 1981), di nome Terence David Johns Pratchett, nasce nel 1948 in Inghilterra. A quanto pare la prima passione del giovane Terence fu l’astronomia, ma, la sua carenza nei calcoli e nelle intuizioni matematiche, lo portò ad approcciarla attraverso la lettura di opere fantascientifiche. Il ragazzo già scribacchiava, e a soli diciassette anni decide di tentare la strada del giornalismo. Nel frattempo scrive qualche racconto per ragazzi firmandosi Uncle Jim. Varie peripezie, che non tratteremo nello specifico, gli permettono poi di iniziare la sua lunga carriera di pubblicazioni, tra cui spiccano i romanzi ambientati nel Mondo Disco. Ah, Terry scrive fantasy umoristici. I più borghesi e affezionati al genere di fantasia staranno storcendo il naso e i radical chic si staranno atteggiando con aria compiaciuta; lasciamo perdere le pose e arriviamo al nocciolo della questione: la capacità di mescolare la fantasia di universi nuovi e di far ridere i lettori è una dote destinata a pochi. Torniamo alla nostra storia.  Arrivati a questo punto voi dovete immaginarvi un uomo con una barba bianca mediamente lunga, un paio di occhiali e un borsalino largo in testa. Nel 2009 questo ruspante affabulatore viene – a ragione – insignito del cavalierato “per i servizi resi alla letteratura”. Nel 2007, il signor Pratchett rende nota una diagnosi che gli è appena stata fatta: ha una forma molto rara di Alzheimer. Ora, siamo convinti che la grandezza di un essere umano transiti anche e soprattutto nella capacità di sdrammatizzare drammi come una malattia simile. Pratchett la definì un “problemuccio”, una robetta di poco conto, rassicurò i suoi aficionados che qualche libro sarebbe ancora riuscito a scriverlo e disse che avrebbe accettato di sentir pronunciare la domanda : «C’è qualcosa che posso fare?» solo da «grandi esperti in chimica del cervello». Nel 2008 dona un milione di dollari all’Alzheimer’s Research Trust. Sempre nel 2008 principiano le riprese di un documentario sulla sua malattia. Successivamente egli dichiarerà di voler morire di “suicidio assistito” piuttosto che subire il progredire del morbo e inizia il processo necessario per attuare il suo piano. Muore il 12 marzo 2015. Il suo motto era «Noli Timere Messorem » (« Non temere il mietitore »). Siamo certi gli avrà tenuto fede.

CHE QUEL CHE CI HA DONATO NON VADA PERDUTO – Qui si piange la morte dell’uomo e – con esso – la morte di una delle fantasie più belle che abbiano abitato questo mondo. Per quanto doloroso e triste, tuttavia, per la fantasia  non si piange mai. Terry, poi, ci ha sempre voluti ridenti: non ci perdonerebbe  lacrime che non fossero di felicità. Quale modo migliore per eternare il suo ricordo, se non inventarci piccoli mondi nuovi (che altro non sono che lenti d’ingrandimento sul nostro) e riderne? Questo è quanto cercava di insegnarci quel bel cervello sognante di Pratchett. Torniamo bambini e facciamolo, una volta almeno, per salutarlo come si deve. Al tre, chiudiamo tutti gli occhi e immaginiamoci qualche nuova creatura capace di farci ridere e riflettere. Che siano streghe, niomi (come chiamava lui gli ”gnomi” ne Il piccolo popolo dei grandi magazzini), gatti a pois fucsia e blu o una crasi tra il vostro vicino di casa  e la mucca della Milka, non fa differenza. Oggi, almeno oggi, andate a informarvi su qualcosa che vi incuriosisce e che nessuno conosce bene. Ce lo insegna sempre Terry: la magia è anche «Conoscere le cose che gli altri non sanno.». E sapere vedere mondi ad occhi chiusi, aggiungiamo noi. Dunque siete pronti? Al tre si chiudano gli occhi e si spalanchino i mondi. Uno, due, tre…

Elisa Belotti 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *