Antonio Casu
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Fiorentina-Roma: l’elogio del bello applicato al calcio

Lo sport è, prima di tutto, arte

Fiorentina-Roma: l’elogio del bello applicato al calcio
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“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”. Pier Paolo Pasolini, uno che conosceva molto bene l’universo parallelo del calcio, descrisse questo sport con dovizia di dettagli tecnici e poetici, associando lo spettacolo alla conquista, da parte di ventidue uomini, di una semplice sfera di cuoio. Il calcio è una battaglia, il calcio è una messa, il calcio è arte, il calcio è il culto del bello. Il bello. L’arte è anche espressione del bello, così come il calcio.

Adem Ljajic, attaccante della Roma, ai tempi della  Fiorentina

Adem Ljajic, attaccante della Roma, ai tempi della Fiorentina

NON SARÀ SOLO FIORENTINA-ROMAFirenze e Roma, patrie storiche dell’arte e del bello, stasera rinnoveranno il confronto tra due mondi all’interno di uno stadio. Il palcoscenico italico lascerà spazio alla platea europea in un match dal sapore antico che avvolge arte, spettacolo e sport. Laddove il Botticelli, il Brunelleschi o Michelangelo lasciarono un segno indelebile nella storia dell’uomo, al confine tra le due capitali dell’arte europea, oggi saranno i vari Ljajic, Salah, Aquilani e Pjanic a scrivere una nuova pagina d’arte. Arte postmoderna, ma pur sempre arte nella sua essenza più pura. L’Europa League sembra quasi una commissione del papa Giulio II.

FIRENZE E ROMA AL CENTRO DELL’EUROPA – Il calcio di quarant’anni fa, fortemente legato a schemi di scuole di pensiero sportive di stampo nazionale, è molto diverso da quello di oggi, sempre più globalizzato. Firenze e Roma, per una sera, presenteranno invece l’imprinting della loro storia artistica. L’Italia sarà, ancora una volta, la patria del bello. Il bello dell’esercizio collettivo fiorentino si contrapporrà al bello delle giocate individuali degli artisti romani. Il gusto pugnace della battaglia agonistica arricchirà il dipinto: il calcio è anche prosa, non solo poesia. L’Europa assisterà estasiata, Firenze e Roma saranno le sue capitali. Pasolini, dal canto suo, si sarebbe goduto lo spettacolo in curva, il più intenso dei teatri. Sarebbe stato tra gli ultimi (non certo in tribuna) e si sarebbe divertito, c’è da starne certi.

@antoniocasu_

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