Fulvio Fontana
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Per i mali del Milan la ricetta è al ginseng?

Diffuse le foto di un incontro tra Silvio Berlusconi e Mr Pink, proprietario del marchio di una bevanda energetica al ginseng tra le più vendute negli Usa. Accordi commerciali, cessione di quote azionarie o abili strategie per ridare lustro all'immagine della società?

Per i mali del Milan la ricetta è al ginseng?
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L’unica certezza finora, nelle voci sulla scalata societaria al Milan, sembrava fosse la chiusura di un accordo d’intenti con il finanziere thailandese Bee Taechaubol, disposto ad acquisire il 30% delle quote di minoranza della società di via Aldo Rossi. Ma di certezze intorno al Milan ora ce ne sono molto poche: ed ecco arrivare in rete, quasi magicamente, le foto di un tavolo di trattative intorno al quale siedono Silvio Berlusconi e un giovane e rampante signore conosciuto come Mr. Pink, carta e penna sfoderate, a firmare chissà quale fantomatico accordo (la diffusione delle foto pare sia opera dell’ex fidanzata del Pink sul sito rumeno wowbiz.ro). A questo quadretto, la signora aggiunge una nota di congratulazioni che recita: «Complimenti a Mr Pink che è diventato azionista di maggioranza del Milan». Di fronte al sisma mediatico suscitato (a caso?) dalla notizia, la Fininvest emette una nota ufficiale: «La Fininvest smentisce nel modo più categorico che sia stato raggiunto alcun accordo per la cessione di quote del Milan. Sulla questione si ribadisce peraltro quanto più volte affermato: vari soggetti hanno mostrato interesse per una partnership relativa al Milan, ma le ipotesi riguardano esclusivamente eventuali partecipazioni di minoranza. La Fininvest non è infatti interessata a cedere il controllo della società calcistica».

Berlusconi ha chiesto al Milan di arrivare settimo

Berlusconi, accordo commerciale con Mr. Pink

Smentita a parte, una domanda sorge spontanea, prima di tante altre: chi è questo Mr. Pink? All’anagrafe risponde al nome di Poe Qui Ying Wangsuo, ha 35 anni, ed è un ricchissimo imprenditore cinese, diventato miliardario per aver commercializzato negli USA una delle bevande a base di ginseng più diffusa sul mercato nordamericano (di qui il suo simpatico nomignolo). E quali sarebbero i suoi interessi con l’entourage del biscione? Esclusa la questione società, per rispondere al quesito si deve ricorrere solo ai più fervidi esercizi di fantasia: chiusura di accordi commerciali (quali non è dato sapere), vendita di ville personali del Cavaliere (forse l’unica ipotesi aderente alla realtà), oppure un’astuta trovata mediatica (condivisa da Berlusconi e Pink) per accostare simbolicamente il Milan a qualcosa che in questo momento manca e che va ritrovato: l’energia, la visibilità, la potenza d’immagine, di risultati, di forza organizzativa, insomma gli ingredienti che ne facevano, fino a pochi anni fa, una delle squadre se non la squadra più famosa nel mondo. E nella sua lunga carriera presidenziale (non solo in ambito sportivo), il Cavaliere ha più volte mostrato di ‘strizzare l’occhio’ per tutto quanto potesse meglio lustrare la sua livrea e accrescere un’immagine di sé linda e pinta.

E allora, caldeggiando quest’ultima fantasia, al di là dei contenuti, delle verità sugli accordi conclusi, delle smentite o delle conferme, ben venga per il Milan e per Silvio l’accostamento a qualcosa di fresco, di nuovo, di energizzante, di vitale; se poi il ginseng è anche afrodisiaco…..

Fulvio Fontana

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