Jacopo Bertone
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Vidal: se ci sei, batti un colpo

La Juve ha (forse) vinto lo scudetto, ma sembra aver perso il suo guerriero, il giocatore più rappresentativo degli ultimi successi bianconeri: Arturo Vidal

Vidal: se ci sei, batti un colpo
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Un numero non banale di penne avvelenate sta tentando di dipingere Arturo Vidal come una testa calda dormiente che si è da poco ridestata, un giocatore sopravvalutato, un professionista poco serio: non è così. Spiace per chi si accontenta di grattare la superficie e accontentarsi delle chiacchiere da bar, ma non è così. Se si prendono in esame partite come quella di Sassuolo, quella con il Borussia o la stessa trasferta di Roma, ci si rende facilmente conto che in campo il giocatore C’E’, ci prova, lotta, vocalmente è estremamente presente e il linguaggio del corpo tutto sommato non è neanche da buttare, però non incide più come ai bei tempi, che ti succede Guerriero?

Vidal, Juventus-Cesena

Arturo Vidal, 4 stagioni e 3 Scudetti con la maglia della Vecchia Signora

L’ANALISI – Non è certo il tipo da accampare scuse, ma ci sono delle giustificazioni per il momentaccio del cileno che ci dobbiamo imporre di non scordare: il ginocchio fa male, è stato lui stesso a cercarsela affrettando i tempi del recupero in vista dello scorso Mondiale per il bene della sua nazione e per la sua carriera, però il dolore resta e giocare da infortunati ad alto livello è una delle cose più difficili che un atleta possa fare (citofonare a 3/4 del parco giocatori Nba per eventuali delucidazioni); inoltre si potrebbe dire che se c’è un giocatore che più di tutti ha patito la partenza di mister Conte è stato proprio il classe ’87, legatissimo al tecnico pugliese il quale, spesso, l’ha preso di punta e gli ha fatto dei mitologici cazziatoni, fondamentali per tenere i suoi nervi tesi al punto giusto, in modo da permettergli di giocare con la furia di un leone senza la palla e, una volta riconquistata, scatenarsi definitivamente. Fatte le dovute premesse, è più che lecito abbandonare lo scudo e imbracciare il piccone: un campione DEVE essere in grado di superare momenti del genere, è ciò che lo differenzia dai buoni giocatori, perchè teoria e bei discorsi ti portano fino al tunnel degli spogliatoi, poi si tratta di scendere sul rettangolo verde e dimostrare di essere uomo, sia in difesa che in attacco. Se prima sradicava il pallone a ogni avversario adesso lo devia, quella tendenza mortifera a fare goal si è tramutata in qualche molle conclusione fuori misura o in un paio di imperdonabili rigori sbagliati, gli occhi della tigre sono spesso fissi verso il terreno di gioco o sui variopinti scarpini, dannazione Vidal cosa c’è che non va? è come vedere Maverick dopo l’incidente di Goose, Spiderman senza super poteri, Liam Gallagher che molla gli Oasis, stiamo insomma ammirando il 30-40% di quello che potrebbe offrire questo straordinario centrocampista e a nome di chiunque si emozioni a vedere i celeberrimi 22 ragazzacci rincorrere un pallone dico SVEGLIATI, c’è bisogno di te, è il mondo del calcio che te lo chiede.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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