Modestino Picariello
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Colantuono esonerato per un pareggio

Credete che gli esoneri siano sempre dovuti ai risultati in campo? L'Atalanta e Colantuono sono pronti a sorprendervi

Colantuono esonerato per un pareggio
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Il matrimonio tra Colantuono e Bergamo sembrava una piccola favola: trovare un’alchimia per le squadre di bassa classifica è cosa ancora più rara che per le squadre top, è come far quadrare i conti con un basso budget, invece qui si celebravano quattro anni di salvezze. Ma allora, cosa è successo?

Reja e Colantuono, passato e presente dell'Atalanta

Reja e Colantuono, passato e presente dell’Atalanta

COLPA DEL RISULTATO – Partiamo da due dati: il primo è che l’obiettivo dell’Atakanta è la salvezza e l’Atalanta di oggi, quart’ultima, sarebbe salva. Il secondo è che le ultime quattro sconfitte di fila della Dea sono arrivate contro squadre dall’organico nettamente superiore, come Palermo e Sampdoria, per fare due esempi, e una dirigenza come quella atalantina, assai attenta al bilancio, non avrebbe messo alla porta Colantuono con queste attenuanti. L’allenatore romano, infatti, si è macchiato di una colpa ben più grave, soprattutto agli occhi della dirigenza: aver pareggiato 2-2 in Crotone – Atalanta del 22 aprile 2011?

ESONERO? NO, MESSAGGIO IN “CODICE” – Quattro anni dopo, infatti, quella partita è tornata di attualità perché poco tempo fa la procura di Cremona ha chiuso le indagini sul calcioscommesse, con 130 indagati tra cui anche l’allenatore dell’Atalanta, e proprio per quella partita, un over concordato tra le squadre. Anche se sui giornali sono stati evidenziati quasi solo i nomi di Conte et similia, Colantuono era l’unico reduce bergamasco di quell’infamia. Colpa decisiva? Beh, qualche indizio c’è: il più pregnante è sicuramente il fatto che l’Atalanta abbia, circa un anno fa, adottato il “codice etico” , che in uno dei suoi punti evidenzia “no al calcioscommesse”.

CAMBIO DI LOOK – Certo è che la Dea ha deciso di farsi “bella” ed onesta agli occhi dei suoi tifosi, dopo essere stata protagonista, qualche anno fa, della famosa marcia per Doni, bandiera e capitano condannato proprio per calcioscommesse e almeno all’inizio difeso a spada tratta dai bergamaschi. Che l’onestà valga più dei bilanci, o aiuti a risanarli, non sappiamo, ma ora inizia il “Colantuono spin-off”: il tecnico romano è sempre stato considerato uno di quegli allenatori che fanno benissimo in provincia e sempre ad un passo dal grande salto, ma la realtà dice che l’Atalanta è stata la sua unica esperienza positiva. Si aspetta la grandezza del suo ritorno in pista…

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