Fulvio Fontana
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Caso Alonso: tanti dubbi e comunicazione omertosa

L'ex ferrarista, indispettito per le versioni ufficiali della McLaren sulle cause dell'incidente, accetta volentieri i consigli medici e rimane a casa

Caso Alonso: tanti dubbi e comunicazione omertosa
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Fernando Alonso non gareggerà nella prima mondiale in programma a Melbourne il prossimo 15 Marzo e sarà sostituito sulla MP4-30 da Kevin Magnussen, già al suo posto nella seconda parte dei test a Barcellona. Nonostante i medici abbiano escluso – attraverso gli esami medici di rito – che ci siano stati danni neurologici, hanno consigliato al pilota asturiano di astenersi dalla competizione per scongiurare i rischi di un nuovo impatto. Alonso su Twitter non se lo è lasciato ripetere due volte e ha testualmente riferito ai suoi ‘lettori’: “Sarà dura non essere in Australia, ma capisco le raccomandazioni. Un secondo impatto in meno di 21 giorni ‘NO’”. La McLaren, dal canto suo, prende atto della situazione e rinuncia al suo pilota di punta con il quale, a seguito della kermesse mediatica seguita all’incidente, il matrimonio sembra stia subendo le prime importanti incrinature.

Incidente Alonso nei test di Barcellona

L’incidente di Alonso nei test di Barcellona

All’ex ferrarista non sono piaciute le versioni ufficiali della scuderia britannica secondo le quali l’incidente sarebbe stato causato dal vento e dall’erba sintetica. Fernando non ricorda niente nè del prima nè del dopo, ma pare abbia escluso categoricamente che le ragioni possano essere quelle; da quanto i litiganti lasciano trapelare in un gioco delle parti sembrato fin troppo mascherato, si possono fare solo delle supposizioni: Alonso crede che possa essersi verificato un guasto meccanico, ipotesi che la scuderia di Woking non ammetterà mai; e a conferma del fatto che possa essersi trattato di un problema alla monoposto, è giunta anche la presa di posizione  dell’ex pilota Minardi Fabrizio Barbazza, il quale su Facebook ha dichiarato che, secondo fonti attendibili, Fernando avrebbe preso una scossa da 600 watt causata dal suo Kers sperimentale (poi ritirato). Questo potrebbe spiegare lo stato di shock del pilota dopo il colpo, lo stato di amnesia circoscritto all’incidente, la difficoltà nel riconoscere amici e parenti, in altri termini i due giorni di terapia intensiva. Ma al tempo stesso è lecito chiedersi come mai se il pilota non ha riportato gravi conseguenze e tutto sembra nella norma, non corra a Melbourne e stia a casa.

Tanti interrogativi, tanti dubbi, tanta comunicazione omertosa: gli interessi in palio sono enormi, di scuderia e di carriera personale, e l’inchiesta avviata dalla Fia per capire cosa possa essere successo, dubitiamo riesca a dipanare la matassa. Forse dalle prossime mosse di Fernando, tra i due contendenti quello un pò più franco, riusciremo a saperne di più.

Fulvio Fontana

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