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L’espressionismo tedesco a Genova

Da Kirchner a Nolde ben 150 opere al genovese Palazzo Ducale

L’espressionismo tedesco a Genova
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L’espressionismo tedesco sigla un’altra grande mostra per Palazzo Ducale a Genova in collaborazione con il Brücke-Museum di Berlino: dal 5 marzo al prossimo 12 luglio nelle sue sale irrompe con tutta la sua forza attraverso ben 150 opere tra dipinti, stampe e disegni dei fondatori del gruppo a documentare una rivoluzione artistica, nel fermento che porterà l’Europa alla Grande Guerra del 15-18 di cui quest’anno ricorre il centenario.

L'espressionismo tedesco a Genova

L’espressionismo tedesco a Genova

L’espressionismo tedesco ricorda iconograficamente ciò che Nietzsche evocava a parole: “L’uomo è una corda tesa tra la bestia e l’uomo nuovo, una corda che attraversa un abisso…la grandezza dell’uomo sta nel suo essere un ponte, non un fine” . Proprio da Nietzsche e dal motto di Orazio “odi profanuum vulgus” nasceva il manifesto dell’espressionismo tedesco e la grafica più graffiante e meno raffinata della xilografia. Importantissimi a questo riguardo i lavori di Kirchner, Heckel , Pechstein e Schmidt-Rottluff. Come affermava lo stesso Kirchner “ciò che spinge l’uomo al lavoro grafico è forse da un lato l’ambizione di plasmare in maniera salda e definitiva la fuggevole forma del disegno, dall’altro le manipolazioni tecniche liberano forze, nell’artista, che nelle pitture non vengono esaltate”. Eppure oltre al segno grafico c’è un altro polo attorno al quale gira su stessa l’esposizione sull’espressionismo tedesco– che merita sicuramente di essere vista e rivista in più riprese- cioè il cromatismo violento. Nessuna scomposizione in macchie (a differenza dell’impressionismo), ma una fluida e spontanea pennellata che trasferiva nell’immediato l’immagine. La pittura di “Die Brücke” si caratterizza per l’alterazione dello spazio e della prospettiva, la definizione di contorni netti e taglienti, spesso evidenziati da tratti di nero e l’impiego di tinte forti e contrastanti. Questi i due poli dunque da cui costruire l’asse visuale della corrente variegata dell’espressionismo tedesco: quello della “Die Brücke” a Dresda con Kirchner, Fritz Bleyle, Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidte e quello originatosi a Monaco di Emil Nolde, Paula Modersohn-Becker e Christian Rohlfs. Una lente di Clio che penetra in modo vivo e roboante l’espressionismo tedesco, come affermano i curatori a svelare “una reazione libera e creativa rispetto all’arte ufficiale del Secondo Reich, solida ma un po’ greve e troppo disciplinata: rinunciando alla pedante accuratezza accademica, l’espressionismo punta direttamente all’essenziale”.

PALAZZO DUCALE, GENOVA
5 marzo – 12 luglio
Orari: lunedì 14-19, martedì-domenica 9-19, giovedì 9-22,30
Ingresso: intero con audio guida 13€ , ridotti vari
Info: 010 9280010

Giulia Cassini 

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