Matteo Masum
1 Comment

De Rossi-Roma, storia d’amore al capolinea

Stipendio pesantissimo e prestazioni non adeguate. "Capitan Futuro" non diventerà mai l'erede di Totti

De Rossi-Roma, storia d’amore al capolinea
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
De Rossi espulso durante Juventus-Roma dello scorso anno

De Rossi espulso durante Juventus-Roma dello scorso anno

Minuto 28 del secondo tempo di Roma-Juventus. I giallorossi sono in svantaggio e con un uomo in meno. Lo scudetto ormai è andato, ma il rischio di perdere di nuovo contro l’odiata rivale, in casa per giunta, sembra altissimo. Garcia, che ha appena inserito Iturbe al posto di Totti, decide di sostituire anche Daniele De Rossi, lanciando nella mischia Nainggolan. Due mosse azzeccate, che cambieranno, se non il volto del campionato, almeno quello del match, consentendo alla Roma di agguantare il pari. Se per il capitano, tuttavia, si è trattato di una scelta quasi obbligata, vista l’età del numero dieci, per De Rossi, probabilmente, siamo difronte a qualcosa di ben più significativo.

IL PRECEDENTE- Non è stata la prima volta che Totti e De Rossi venissero sostituiti insieme durante un match importante. 18 Aprile 2010, Roma capolista dopo un lungo inseguimento all’Inter. Nel derby, Rocchi porta avanti la Lazio, e nell’intervallo Ranieri toglie le due bandiere, inserendo Taddei e Menez, protagonisti, insieme a Mirko Vucinic, della rimonta che avrebbe potuto significare scudetto (poi Pazzini distrusse il sogno la settimana successiva). Il senso di un siffatto precedente appare quasi banale. Per due romani e romanisti non è facile riuscire sempre a sostenere la pressione di un match così importante. Ma le differenze non mancano.

LE DIFFERENZE- Da un lato la bandiera assoluta, il più forte giocatore della storia della Roma. Francesco Totti ha segnato un’epoca con la maglia giallorossa, ed anche se a settembre compirà 39 anni, resta il simbolo di un’intera tifoseria, ed una sostituzione non cambierà nulla, per lui e per i tifosi. Dall’altra un giocatore amato ma non troppo, non solo per motivi calcistici. Forte, ma non fortissimo, non tanto, almeno, da giustificare i 6 mln l’anno percepiti. A parte qualche stagione ad altissimo livello, De Rossi non è mai stato il leader della squadra, il condottiero, il capitano in assenza di Totti. Per questo un suo addio non dispiacerebbe a parecchi tifosi giallorossi.

CAPOLINEA- Il momento, fin qui solo sfiorato, di salutarsi, sembra ormai giunto. Daniele De Rossi in passato ha ricevuto offerte importanti e milionarie, ma l’attaccamento alla maglia e l’amore della curva lo avevano trattenuto a Roma. Lo scorso anno, il suo passaggio al City sembrava imminente, ma alla fine non se ne fece nulla. Stavolta le cose sono cambiate. Il suo stipendio pesantissimo fa storcere il naso a molti, le prestazioni appena discrete non adeguate alle necessità della squadra, le voci circa suoi dissidi all’interno dello spogliatoio insistenti. Insomma, ci sono gli ingredienti giusti per dirsi addio. Boca Juniors, Stati Uniti, o forse ancora un campionato in Europa. Le strade di De Rossi e della Roma, comunque, sembrano destinate a dividersi.

 

Share Button

One Response to De Rossi-Roma, storia d’amore al capolinea

  1. rino 4 marzo 2015 at 14:11

    erra ora che qualcuno si accorgeva dei suoi limiti

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *