Enrico Steidler
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Agnelli e Tavecchio, 50 sfumature di angoscia

Dietro la "visita di cortesia" di Agnelli a Tavecchio c'è un po' di tutto, ma niente di buono...

Agnelli e Tavecchio, 50 sfumature di angoscia
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E’ una legge di natura. Quando due superpredatori si incontrano i casi sono due, e due soltanto: o si azzuffano all’ultimo sangue, e chi vince piglia tutto, oppure si accordano per spartirsi il territorio. O almeno ci provano. Ieri pomeriggio Andrea Agnelli e Carlo Tavecchio si sono incontrati, e non c’è stata alcuna zuffa: entrato nella sede della Figc poco dopo le 15.30, l’Agnelliraptor ne è uscito alle 17.07 coi capelli in ordine e senza rilasciare dichiarazioni. “Fonti ufficiali vicine al presidente bianconero – informa Tuttosport – spiegano il summit come un incontro di cortesia tra società e istituzioni, né gelo né disgelo. Il che, al netto della vaselina, significa che i due continuano a ringhiarsi digrignando i denti come e più di prima, ma almeno, nei ritagli di tempo, provano anche a interagire costruttivamente fra loro.

Claudio Lotito e Giuseppe Marotta

Claudio Lotito e Giuseppe Marotta

SE TU DAI UNA COSA A ME… – Ahi. Brutto segno. Se i due rivali tengono a bada gli istinti e si annusano a vicenda vuol dire che qualcosa ci cova: non è amore, ovviamente, quindi è solo reciproco interesse, cioè quella cosa che nel linguaggio dei comunicati ufficiali viene sempre tradotta con locuzioni rassicuranti quali – ad esempio – “bene del calcio italiano” o “comune obiettivo di prosperità e benessere”. Ce n’è quanto basta, insomma, per provare una certa inquietudine e rimpiangere i bei tempi delle lotte senza esclusione di colpi (bassi). A quei tempi, almeno, si riusciva ancora a distinguere il Tavecchiosauro dall’Agnelliraptor, il bianco dal nero. Ora, invece, rischia di farsi davvero grigia.

PRENDETE E CONDIVIDETE – E già. Che i due si scambino visite di cortesia perchè accomunati da un sincero trasporto per il Bene della Nazione è credibile come un bonifico di Manenti; quindi conviene soffermare l’attenzione su altre ipotesi, a cominciare da quelle peggiori. L’ecosistema-calcio italiano sta boccheggiando da quel dì, e se arriva al collasso (basta poco: una squadra da un euro che fa “crac”, tanto per dirne una) i nostri famelici carnivori rischiano entrambi di ritrovarsi senza prede. Ecco un buon motivo, innanzitutto, per vedersi e parlare. Quale razza di farsa – si sono forse detti i Salvatori della Patria alludendo al Parma – ci conviene escogitare per uscire da questa farsa e iniziarne allegramente un’altra? Bisogna fare le cose seriamente, questa volta, e di comune accordo, altrimenti sono guai…

CONTI IN SOSPESO – In ballo, però, non c’è solo il “bene altrui”, ma anche e soprattutto il proprio. Come la mettiamo, ad esempio, con l’imbarazzante vicenda Lotito-Iodice-Marotta, quella della deroga concessa dalla Figc a se stessa (leggi Lotito) per fare causa al dg dell’Ischia Pino Iodice ma negata – guarda caso – all’Agnelliraptor (leggi Marotta) per querelare Lotito? E perchè non parlare, visto che siamo in tema di storie poco edificanti, del maxi-risarcimento (444 milioni di “Parma”) chiesto dalla Juventus alla Figc per i “danni” provocati dal meteorite Calciopoli 32-30/B? Insomma: di cose di cui parlare – e sulle quali trovare un’intesa – ce ne sono parecchie (riforme incluse, naturalmente…), e quelle appena elencate sono solo alcune fra le più scottanti. Bastano e avanzano, comunque, per riempire un’ora e mezza. Fra un ringhio e l’altro.

“Nè gelo nè disgelo”… Ok, ma la primavera è alle porte, quindi preparatevi: ci sarà fango dappertutto.

Enrico Steidler

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