Orazio Rotunno
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Pagelle Inter-Celtic 1-0: Guarin cuore impavido, Guidetti flop

Una bomba del giaguaro porta l'Inter agli ottavi, al termine di un'ottima prestazione: Celtic non pervenuto

Pagelle Inter-Celtic 1-0: Guarin cuore impavido, Guidetti flop
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L’Inter vince 1-0 contro il Celtic e si guadagna il passaggio agli ottavi di finale di Europa League. Qualificazione meritata nel computo dei 180 minuti, soprattutto con un ritorno giocato con qualità e personalità, senza mai concedere nulla agli scozzesi tranne un’occasione in avvio. Grande partita di Guarin, il migliore, ormai definitivamente esploso sotto la cura di Mancini. Ecco le pagelle di Inter-Celtic.

INTER

CARRIZO 7 – Non fa nulla per 95 minuti, ma è qui che si vede il grande portiere. Nell’unico caso in cui deve farsi notare, salva un gol a tu per tu con Johansen che avrebbe messo subito in salita il match. Il portiere di Europa League è lui, mancini ha ribadito come anche in caso di finale, così sarà. L’argentino sembra aver trovato la sola cosa che gli mancava per essere un grande portiere: continuità.

D’AMBROSIO 6 – La sua sbavatura porta all’unica occasione degli scozzesi in avvio, torna dopo un mese di stop, la forma non è ottimale ma il contributo in fase offensiva come sempre non manca. Sfiora l’1-0 sul finire del primo tempo, ma Gordon salva come tante volte farà nel corso del match. (80′ Campagnaro s.v.)

RANOCCHIA 6.5 – Non è molto impegnato, ma argina a dovere Guidetti, cliente non semplicissimo. Qualche buon disimpegno palla al piede, con la difesa così alta rischia di andare in difficoltà vista la lentezza di base: pericoloso su qualche corner, il pubblico lo sostiene ed applaude. Ordinato.

JUAN JESUS 7 – Senza di lui sarebbe di complicata efficacia una difesa così alta: in più di un’occasione sfoggia quella velocità tanto cara a Mancini, necessaria per recuperare da momenti di gioco in cui l’Inter appare sin troppo scoperta. Avrebbe potenzialità da top di reparto, ha ancora 23 anni: con la testa a posto può fare il salto di qualità nelle sue corde.

SANTON 7 – Il bambino, come ribattezzato da Mourinho, non è tornato ai livelli degli esordi, ma anche meglio. Iper propositivo, attento nelle diagonali, tanta qualità e partecipazione alla manovra: la personalità non gli è mai mancata, ora lo sta accompagnando anche la salute, spesso deficitaria. I terzini sono fondamentali nel gioco di Mancini, lui è il prototipo di quanto richiesto. Ritrovato.

MEDEL 7 – Quanto è sottovalutato questo giocatore. Spesso passa inosservato, ma non è lui a dover avere compiti di costruzione, sebbene non sia affatto male coi piedi. Cosa sarebbe stato il Milan di Ancelotti senza Gattuso? Lo stesso, in piccolo, vale per questa Inter che senza Medel in stagione ha giocato solo 2 volte, per squalifica del cileno. F-o-n-d-a-m-e-n-t-a-l-e.

HERNANES 6.5 – La miglior prestazione da quando è all’Inter. Non strabiliante e questo la dice lunga sui suoi primi 12 mesi neroazzurri, ma da mezzala può essere il valore aggiunto di un reparto denso di qualità ed inventiva. Nel rombo può ricoprire ogni ruolo, interscambiandosi con gli altri componenti: il brasiliano, se in forma, può fornire un ulteriore salto di qualità alla filosofia di gioco di Mancini. (80′ Kovacic s.v.)

GUARIN 8 IL MIGLIORE – Devastante, lo è sempre stato a tratti. Così come i suoi tiri, più in tribuna che in porta. Se il colombiano ha trovato davvero quella continuità mancante per tutta la sua carriera, l’Inter trova un centrocampista di livello mondiale. Deve compiere 29 anni e questo è un peccato, ma meglio tardi che mai. Il gol è una goduria. Straripante.

SHAQIRI 6 – Non una gara fenomenale, diligente e disciplinato nell’interpretazione di un ruolo che non è poi il suo, ma ha l’intelligenza calcistica tale per ricoprirlo. Alle volte si defila, per poi trovar e l’imbucata giusta: è comunque un leader di una squadra ritrovata e che con lui in campo dà sempre la sensazione di poter far male.

PALACIO 6.5 – Un paio di sputi in velocità del vecchio trença sono la nota più lieta della serata. Col tempo ha imparato a convivere sempre meglio col dolore, che però c’è e non li consente di essere al top. Come seconda punta è un qualcosa da registrare e mandare alle scuole calcio per movimenti, tagli, applicazione e sacrificio nelle copertura. A 33 anni corre e pressa come un ragazzino. Umiltà da campione. (89′ Puscas s.v.)

ICARDI 6.5 – Dopo la aprtita col Cagliari mostra nuovamente un’evoluzione dell’Icardi 2.0, non più fermo ed immobile dentro l’area ma centravanti moderno, capace di svariare e coinvolgersi in una manovra che spesso lo vedeva estraneo. I rimbrotti di Mancini sono serviti, dovesse crescere anche in questo, saremmo di fronte ad un centravanti fenomenale.

ALL. MANCINI 7 – La personalità trasmessa alla squadra è evidente, la filosofia di gioco anche: difesa alta, terzini come ali, centrocampo dai componenti interscambiabili, punte che si alternano nei movimenti. Gioco fluido, a tratti totale, mentalità europea. Se corrette alcune amnesie difensive, anche ieri non mancanti, questa squadra può fare strada. Già da quest’anno, in Europa.

CELTIC: 26 Gordon 7; 2 Matthews 5, 22 Denayer 5.5, 5 van Dijk 4, 3 Izaguirre 5.5; 8 Brown 5, 6 Bitton 5.5; 16 Mackay-Steven 5.5 (38′ Ambrose 5.5), 25 Johansen 5, 14 Armstrong 6 (78′ Commons s.v ); 9 Guidetti 4.5 (59′ Forrest 5.5).   A disposizione: 24 Zaluska, 4 Ambrose, 10 Stokes, 15 Commons, 32 Wakaso, 49 Forrest, 53 Henderson.   Allenatore: Ronny Deila 5

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