Enrico Steidler
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Cerci e Inzaghi, vittime della stessa panchina

Dal grande amore ai piatti rotti in meno di due mesi: fra Inzaghi e Cerci è scontro totale

Cerci e Inzaghi, vittime della stessa panchina
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Ale vieni al Milan, ho bisogno di un uomo come te…sì, sì: lo so che sei appena arrivato nel “calcio che conta”, che hai fatto il salto di qualità, però qui ti facciamo giocare…sì, sì, vai sicuro: titolare fisso! Diamo via il Niño apposta!…E poi, sai, non è che abbiamo tutta ‘sta gran scelta… Era cominciata più o meno così, fra un attestato di stima e una promessa d’acciaio, l’avventura di Alessio Cerci al Milan. Archiviata la sua breve esperienza sulla panchina dell’Atletico Madrid, “il tornante più forte della Serie A” (Lady Cerci dixit) era quindi approdato alla corte di Inzaghi pieno di speranze e di voglia di riscatto. “Milan, che colpo!” titolavano i giornali elogiando “quella vecchia volpe di Galliani”, e tutto (dai tifosi festanti al Mancini rosicante) sembrava filare a meraviglia. Poi Cerci scese in campo, ne uscì e non vi fece più ritorno. O quasi. Da panchina a panchina in meno di due mesi: mai visto un tornante così veloce.

Alessio Cerci e Federica Riccardi

Alessio Cerci e Federica Riccardi

ANCHE I RICCHI PIANGONO – Una storia triste, insomma, quella del “povero” milionario incompreso, una vicenda che muove a compassione il grande pubblico e che negli ultimi giorni si è arricchita di particolari via via sempre più burrascosi. Il “fulmine“, infatti (“Alessio sta bene, non ha senso schierarlo alla fine” ha sibilato la Lady di cui sopra incenerendo Inzaghi), risale a domenica scorsa, ed è di ieri la notizia – o meglio la voce sempre più insistente – della successiva tempesta, un duro scontro verbale fra Superpippo e l’Alessio furioso nell’immediato dopo gara di Milan-Cesena 2-0, quando il tornante è subentrato a Menez al minuto 86. “Non provare mai più a farmi giocare quando la partita è finita! La prossima volta entri tu, non io!”… “Se è così, non entri nemmeno a Milanello! Resta a casa!”… Solo il provvidenziale intervento di Galliani – stando ai si dice – avrebbe scongiurato il peggio.

IL LITIGIO DEI MORITURI – Parafrasando Montanelli, si potrebbe quindi concludere così: a Natale, Galliani regalò a Inzaghi un pacco vuoto. Dentro c’era Alessio Cerci. E già, povero trottolino: lui scoppierà anche di salute – come dice la gatta al guinzaglio – ma alla squadra servono piedi “buoni” più che sani. E poi è una questione di modulo: Superpippo gioca con il trequartista (Bonaventura) dietro le due punte (Destro e Menez), quindi non c’è trippa per i Cerci. Al limite, se tutto va bene, solo qualche frattaglia a tempo quasi scaduto. E col Chievo si replica.

Questo, insomma, è quello che passa il convento di Casa Inzaghi: prendere o tornare. La stessa panchina, comunque sia, ha già bruciato entrambi.

Enrico Steidler

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