Orazio Rotunno
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Aubameyang e Papastathopoulos: il Milan li dà e il Borussia li accoppia

La storia di due bidoni rossoneri diventati cardini di una squadra che non è più la favola del 2013: e non si era ultimi per caso...

Aubameyang  e Papastathopoulos: il Milan li dà e il Borussia li accoppia
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Aubameyang e Papastathopoulos, ve li ricordate? Chiunque risponderebbe sì, meno che i tifosi del Milan. E pensare che il greco sarebbe anche Campione d’Italia, nel 2011, grazie a 5 fantastiche e memorabili presenze con la maglia rossonera. L’altro quella maglia non è mai arrivato a vestirla, prima di far danni, verrebbe da dire. La Gialappa’s avrebbe costruito una serie intera su questi due fenomeni, a metà fra un falso eroe greco ed un semi-Bolt prestato al calcio: avrebbero mandato in pensione Caccamo, Mediomen e Nico con le sue lezioni in lingua sarda. D’altronde, se il Borussia Dortmund ha compiuto l’impresa di essere ultimo in un campionato al quale partecipa anche il Paderborn ci sarà un motivo…

L’addio di Lewandoski l’anno scorso gettava il Borussia nella disperazione più totale, con la saggia idea di sostituirlo, o provarlo a fare, con due o tre mezzi giocatori piuttosto che cercarne un valido sostituto. Sono dunque arrivati nell’ordine Ramos, Aubameyang ed Immobile: in tre non ne fanno uno buono. Forse eccessivo, ma se si guardano i numeri del polacco, vicino ai 100 gol in tre stagioni, capace di portare i gialloneri a vincere Bundesliga ed in vantaggio nella finale di Champions contro il Bayern, le differenze si trovano eccome. Uno che segna 4 gol in semifinale al Real Madrid, nella storia, non c’è mai stato: Klopp sarà anche mago, ma pensare di trovarlo in Gabon, dalla primavera del Milan, a 24 anni ancora a gigioneggiare nel Saint-Etienne è alquanto pretestuoso pure per uno come lui. Un discreto giocatore, scartato dal Milan, che farebbe la fortuna della povera atletica leggera italiana, ma nulla più: il tabellino diceva che anche lui fosse in campo contro la Juventus, ma si attende ancora la prova tv per risolvere tale mistero.

L’altro fenomeno è lui, uno che ha più lettere nel cognome che qualità da difensore: Sokratis Papastathopoulos. Due buone stagioni al Genoa, due buone stagioni al Werder, nel mezzo quelle 5 partite in Serie A col Milan: oggi è lui il cardine della difesa giallonera, un po’ lo avevamo capito. Complici le assenze alternate per infortunio di Hummels e Subotic, ha preso sulle spalle la retroguardia tedesca e l’ha portata sempre più…in basso. Con la Juventus non serve la prova tv come per l’ex compagno di disavventure milaniste, lui c’era, oh si: due palle identiche, rasoterra al centro dell’area, nemmeno così tese e insidiose, per il Borussia è il panico più totale. Nemmeno Superman con la criptonite, o la Cipriani con un libro in mano, Sokratis Papastathopoulos c’è ma non c’è e si vede.

La bacchetta del mago Klopp urge di un collaudo, esistesse una Diagon Alley (i fan di Harry Potter comprenderanno) anche sulla Terra, quella dovrebbe essere la prima meta sul navigatore del tecnico giallonero. Aubameyang e Papastathopoulos, il Milan lo aveva capito prima di tutti: Klopp, forse, se ne sta rendendo conto ora.

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