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La Spal è fallita, la gloriosa società ripartirà dai dilettanti

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FERRARA, 18 LUGLIO – Il mese di Luglio del 2012 non sarà ricordato con piacere dagli appassionati di calcio ferraresi. Infatti, dopo ben 105 di storia, la gloriosa Spal è stata dichiarata fallita e scompare quindi dal calcio professionistico. Una notizia per certi versi non sorprendente in quanto da parecchio tempo il sodalizio bianco azzurro versava in cattive acque dal punto di vista finanziario ma la scomparsa ha creato comunque tanta amarezza nei tifosi che hanno sperato fino all’ultimo in un esito diverso della vicenda.

LE CAUSE E LE PROSPETTIVE – Il fallimento è stato causato da una pendenza di 3 milioni di Euro che la società emiliana vantava nei confronti della Federcalcio e che il presidente Cesare Butelli non è riuscito a saldare entro i termini previsti. In questo modo la Figc ha rigettato l’iscrizione della società al campionato di Prima Divisione della Lega Pro e un secolo di storia è stato cancellato nel modo peggiore, attraverso le carte giudiziarie e i libri contabili in un tribunale. Il futuro è quindi avvolto nell’incertezza anche se alcune indiscrezioni parlano di una wild card che potrebbe essere concessa dalla Federazione alla Real Spal, società che svolge attività a livello regionale, che potrebbe essere iscritta alla serie D o all’Eccellenza. Ma si tratta ovviamente di ipotesi e tutto sarà più chiaro tra un po’ di tempo.

LE PAGINE GLORIOSE DELLA SPAL – Negli anni ’50 e ’60 la Spal era diventata una presenza fissa e costante nella massima serie calcistica italiana nella quale ha disputato 13 campionati consecutivi. Il miglior piazzamento risulta essere il quinto posto ottenuto nel campionato 1959/1960 mentre nel 1962 la compagine ferrarese raggiunse la finale di Coppa Italia dove venne sconfitta dal Napoli, all’epoca militante in serie B, per 2 – 1. Il periodo d’oro della Spal coincise con l’avvento alla presidenza di Paolo Mazza, abilissimo a scovare giovani talenti nei campionati minori i quali, dopo essere stati adeguatamente valorizzati, venivano ceduti a società più blasonate. Tra questi possiamo ricordare Armando Picchi, che fece parte della grande Inter di Herrera, Fabio Capello, passato poi come giocatore a Roma, Juventus e Milan, e Albertino Bigon che militerà poi con successo nel Foggia, nel Milan e nel Napoli.

Il fallimento della Spal conferma ancora una volta il difficile momento che sta vivendo il calcio italiano, specchio fedele delle vicende della vita di tutti i giorni di una nazione che non riesce ad uscire da una crisi che sembra interminabile. Altre società hanno vissuto la stessa triste esperienza di quella ferrarese e tra queste ha destato scalpore la scomparsa del Siracusa, che poco più di un mese fa perdeva la possibilità di salire in serie B uscendo sconfitta dalla semifinale dei playoff contro il Lanciano. La società siciliana si trova adesso costretta a ripartire dai campionati minori non essendo riuscita ad iscriversi alla Prima Divisione a causa di problemi di carattere economico.

a cura di Mauro Leone

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