Antonio Foccillo
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Juventus, bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

Bene la fase difensiva e la coppia Morata-Tevez, da rivedere Vidal e Pogba apparsi appannati. Con poche accortezze la Juventus può qualificarsi.

Juventus, bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto
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La Juventus vince e convince. O quasi. Dipende da come si vuole vedere il bicchiere. Perchè la prestazione offerta dalla truppa di Allegri ieri sera ha molte luci, ma anche qualche ombra che non trasmette sicurezza sul passaggio del turno e fa storcere il naso ai perfezionisti e ai più accaniti detrattori di Allegri e della squadra campione d’Italia.

COSA E’ ANDATO – Innanzitutto la coppia d’attacco. Tevez e Morata, insieme, hanno funzionato alla grande. Ne è la riprova il goal firmato dall’Apache, proprio su assist dell’ex Real Madrid. La rapidità, la tecnica e l’imprevedibilità delle due punte bianconere ha messo in difficoltà la compassata difesa del Borussia Dortmund, non sempre adeguatamente coperta dai due centrali di centrocampo. L’arma in più per il ritorno sarà proprio questa. La tenuta difensiva, svarione di Chiellini a parte, è stata più che lodevole. Bonucci ha offerto una prova sontuosa, dimostrando di poter essere finalmente un difensore affidabile anche a livello internazionale. Bene anche Lichsteiner, chiamato ad affrontare non certo il primo arrivato – Marco Reus – e comportatosi in maniera egregia. Ma soprattutto c’è da apprezzare la grande capacità di reazione della squadra di Allegri. Il pareggio causato dalla sfortunata caduta di Chiellini e l’infortunio di Pirlo, hanno mandato la squadra in leggera difficoltà per circa venti minuti, riuscendo però a rialzarsi subito e a trovare il vantaggio con Morata, segno questo di fiducia nei propri mezzi e nella volontà di non mollare. Servirà tutta la grinta e la determinazione mostrata in questo frangente soprattutto per portare a casa la qualificazione. Bene anche la capacità di chiusura sulla trequarti e sugli esterni, le armi più pericolose dei tedeschi.

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COSA NON E’ ANDATO – Il rovescio della medaglia però c’è. Le noti dolenti si ritrovano soprattutto negli uomini più attesi e cioè Vidal e Pogba. Il cileno non è più il giocatore determinante della passata stagione. Ancora a secco in Europa, il guerriero bianconero ha dalla sua alcune scusanti, come l’infortunio al ginocchio che ne aveva messo in dubbio la partecipazione al mondiale e un ruolo, quello di trequartista, che non riesce a interpretare a dovere. Ieri sera però anche con l’uscita di Pirlo e il suo arretramento sulla linea mediana, Vidal non è riuscito a imporsi e a dare il suo contributo in termini di qualità e quantità. Stesso dicasi per Pogba. Non cattiva la sua prestazione, ma ci ha abituati sicuramente a performance di ben altro spessore. Ha il merito di regalare l’assist del vantaggio di Morata, ma niente preziosissimi e partita piuttosto normale. Per molti è l’ennesimo sintomo di una Serie a ormai in declino assoluto, per altri un semplice periodo di appannamento, del tutto legittimo anche per un fenomeno come lui. Di sicuro, Allegri nei prossimi venti giorni, dovrà fare di tutto per recuperare entrambi e far si che al Signal Iduna Park, tornino i giocatori devastanti ammirati fino ad ora. A non andare è l’incapacità di gestire i ritmi elevati dell’avversario. Non che ci siano state particolari difficoltà nel fermare il gioco degli attaccanti gialloneri ieri sera, ma l’impressione è che la Juve non sia abituata ad affrontare squadre che giochino in rapidità e di prima, anche perchè il nostro campionato è ben lontano da quei ritmi. A Dortmund le folate offensive soprattutto sugli esterni e le giocate in velocità saranno molto più numerose, spinti anche dai 65.000 del pubblico e bisognerà vincere la tentazione di volersi chiudere e schiacciarsi troppo, perché a ritmi alti i bianconeri potrebbero capitolare se troppo schiacciati. Da rivedere anche il gioco dei terzini in fase offensiva. Lichtsteiner ed Evra sono stati eccellenti in fase di chiusura, ma carenti in proiezione d’attacco. Comprensibile la paura di farsi infilare da Reus e Aubameyang, oltre che dalle sovrapposizioni dei terzini tedeschi. Sarà quindi fondamentale l’apporto delle mezz’ali nel raddoppiare sugli esterni. Altro punto da analizzare è l’elusione del pressing avversario. Situazione già vista con l’Atletico Madrid, dove i portatori di palla vengono pressati appena ricevono palla. Soprattutto Vidal è sembrato in difficoltà ma, a parte Pirlo, è chiaro che i giocatori bianconeri non sono dei palleggiatori puri, nonostante dispongano di ottimi piedi. Infine, è mancato sulla trequarti l’uomo che riuscisse a fornire l’ultimo passaggio alle due punte. Vidal non ha nelle corde questo tipo di soluzione e Pereyra è parso piuttosto impreciso. Servirà maggiore velocità sulla trequarti soprattutto in fase di recupero della palla che, molto probabilmente, sarà costantemente tra i piedi del Borussia, come visto anche ieri sera. Sarà quindi fondamentale la maggiore qualità del pressing bianconero e il coraggio di aggredire e giocare la palla. La qualificazione è possibile, con poche accortezze, la Juve può ripetere le gesta dell’Italia ai mondiali del 2006 ed espugnare l’ex Westfalenstadion.

Antonio Foccillo

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