Davide Luciani
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Juventus: crescita costante nel segno del talento

La squadra di Allegri è ancora imbattuta in questo 2015, grazie soprattutto alla crescita esponenziale di Pogba e Morata

Juventus: crescita costante nel segno del talento
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La Juventus nel 2015 sta tenendo un ritmo impressionante: 8 vittorie e tre pareggi in 11 gare ufficiali tra campionato e coppe, testimoniano come i bianconeri siano in crescita esponenziale. I numeri di Pirlo e compagni avvicinano la squadra di Allegri ai ritmi dei grandi club europei.

ALLA PARI CON BARCELLONA – Con 27 punti conquistati in 11 gare ufficiali, la Juventus si ritrova davanti al Real Madrid (25 in 12 match),  Paris Saint-Germain (21 in 11), Atletico (22 punti in 2 gare) e Chelsea, (20 in 12 match). Il Bayern Monaco di partite ne ha disputate solo 6, ma la media punti è comunque inferiore a quella dei bianconeri ( 1.8 contro 2.4).
Di fatto, tra i grandi club europei solo il Barcellona ha raccolto più punti della squadra di Allegri: 36. I blaugrana hanno, però, giocato tre gare in più di Pogba e soci. Questo significa che, la media punti, in prospettiva, è alla pari con quella dello squadrone di Luis Enrique. Di più: tra tutti i grandi club europei, la Juventus è l’unica imbattuta nel 2015 e la squadra che ha perso meno tra i big europei al pari del Chelsea (3 ko).  Insomma, quest’anno, i bianconeri paiono aver assunto una dimensione europea.

L'esplosione di Morata e la rivincita di Allegri

L’esplosione di Morata con la Juventus

LA CRESCITA DEI TALENTI – La marcia trionfale della Juventus si deve alla crescita esponenziale di due talenti: Pogba e Morata. I due, in tempi diversi, hanno trascinato la squadra di Allegri. Il primo, a gennaio, è risultato determinante per scardinare le difese di Napoli, Chievo e Verona, il secondo ha abbattuto Parma, Milan e Borussia Dortmund. La coppia franco-spagnola è risultata quindi il valore aggiunto per Allegri. I due fanno parte della meglio gioventù a livello europeo e stanno dimostrando tutto il loro valore in questo inizio di 2015. Pogba si è ormai preso il centrocampo dei campioni d’Italia, Morata ha scavalcato Llorente nelle gerarchie, diventando la spalla di Tevez. I due non si limitano solo a segnare, ma partecipano alla costruzione della manovra e servono assist per i compagni. Non a caso gli ultimi gol di Morata sono nati da altrettanti assist di Pogba, mentre Tevez ha segnato su suggerimento dello spagnolo.

MENTALITA’ VINCENTE – Il cambio di marcia della Juventus a gennaio ha permesso di presentarsi allo scontro diretto con la Roma di lunedì con 9 punti di vantaggio, di arrivare alle semifinali di Coppa Italia e di aggiudicarsi il primo match con il Borussia. Ciò che stupisce è la cattiveria feroce con cui i bianconeri cercano il risultato. Di fatto, l’approccio alla gara è stato sbagliato solo contro il Cesena, dove Buffon e compagni si sono presentati troppo rilassati e sicuri della vittoria. Nelle altre partite la squadra è sempre stata “cattiva” e aggressiva. Anche a Udine, dove ad un certo punto ci si è accontentati del pari, si è comunque rischiato di vincere. Contro il Borussia si è visto il cambio di mentalità: la Juventus ha assunto una dimensione europea soffrendo, ma rischiando pochissimo e ha colpito quando doveva farlo. Era proprio questo tipo di approccio che mancava nelle gare internazionali.

STRADA GIUSTA  – Alla Juventus manca ancora qualcosa a livello di qualità per avvicinarsi ai top club europei, ma la strada è quella giusta. In attesa dell’esplosione di Coman e magari, nella prossima stagione, degli arrivi di altre “piccole stelle” come Rugani e Berardi, Allegri può già essere soddisfatto per quanto fatto fin qui. La Juventus ha dimostrato di essersi liberato di quel complesso d’inferiorità che ne aveva contraddistinto gli ultimi anni (e non solo gli ultimi). Gran parte del merito di ciò va ad Allegri, che, su un impianto collaudato, ci ha messo del suo, costruendo una squadra forse meno aggressiva di quella di Conte, ma certamente più sicura e “lucida”. Con queste premesse, questa squadra può crescere ancora e compiere l’ultimo passo per entrare nel calcio europeo che conta.

Davide Luciani 

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