Manlio Mattaccini
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Carpi, rallento ma non mi fermo

La capolista non segna su azione da oltre 300': effetto-Lotito o semplicemente un calo fisiologico?

Carpi, rallento ma non mi fermo
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La capolista tira il fiato. In un torneo come la serie B, capace di esaltare i deboli e affossare le big (vedi Catania e Bari), mantenere ritmi vertiginosi è praticamente impossibile. Tra un calendario fitto e campi, spesso di periferia, dove chi scende sul rettangolo verde dà tutto, spesso l’agguato si cela dietro l’angolo. Fino ad un mesetto fa, al Carpi era andata sempre bene. Ora, il tanto agognato (dalle rivali) momento di flessione è arrivato. Le tremila anime del “Cabassi” hanno assistito sabato all’ennesimo 0-0, il terzo consecutivo dopo lo Spezia e la trasferta di Trapani. Cammino accidentato, ma il motore non si è spento. Per questo, il sogno promozione degli emiliani è tutt’altro che al crepuscolo.

QUALCHE PROBLEMINO C’E’ – Castori e l’esperto Di Gaudio, con la casacca biancorossa dal profondo 2010, devono però attenzionare la situazione. Gli elementi di disturbo ci sono stati e ci sono, e in prima battuta sono arrivati fuori dal campo. La squalifica per doping di Concas, sancita a dicembre, ha rappresentato comunque un grattacapo anche nel sistema di gioco, dato che il centrocampista spesso era titolare e dava il suo contributo anche in fase realizzativa. Le dichiarazioni di Lotito, anche se uscite fuori in maniera “politically incorrect”, potrebbero indirettamente condizionare l’approccio dei giocatori: il dubbio, lecito o meno, fondato o no, di una regolarità effettiva del campionato sussiste, e la concentrazione va e viene a intermittenza. Sul piano del gioco, la squadra ha comunque registrato dei passi indietro: più che merito degli avversari che forse per demeriti propri. Col girone di ritorno, le contromisure prese ai danni di uno strabordante Carpi sono state effettuate, e l’apporto realizzativo, complice le assenze alternate di Mbakogu e Inglese, è stato a dir poco deficitario.

Di Gaudio e Mbakogu, elementi imprescindibili della capolista

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LE FAMOSE “TABELLE” – A dir la verità, contro l’Entella la capolista ha giocato bene, e ha fatto di tutto per cercare la rete della vittoria. E’ il reparto difensivo a reggere in piedi le ambizioni degli emiliani: nessuna delle pretendenti ha subìto meno delle 21 reti incassate da Gabriel e soci. Non sappiamo se effettivamente Castori abbia stilato una “tabella”, parola che sembra quasi un tabù, per pianificare la promozione. A inizio girone di ritorno i punti di vantaggio sulla terza erano nove. Adesso sono ridotti a sette. Se la matematica, che nel calcio può diventare un’opinione, mantenesse questo trend, si potrebbe arrivare a maggio con un punto di margine per la promozione diretta. La sensazione è che saranno le prossime tre sfide, tra cui la partita interna con l’Avellino d’inizio marzo, a rafforzare o abbattere il grande obiettivo.

Manlio Mattaccini

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