Ruggiero Daluiso

Coppelia il 5 maggio arriverà a Padova

Coppelia il 5 maggio arriverà a Padova
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Coppelia, coreografie di Monteverde

PADOVA, 25 MARZO – Arriverà al Teatro Verdi di Padova il 5 maggio 2012 “Coppelia”, con coreografie di Fabrizio Monteverde. La compagnia junior del Balletto di Toscana porta in scena uno spettacolo innovativo, in alcuni momenti dalle tinte anche un po’ gotiche, che fa del conosciutissimo balletto di repertorio un’opera contemporanea.

LA STORIA – La storia rimane invariata rispetto all’originale del 1870, tratto dal racconto di Hoffman “Der Sandmann”(L’uomo di sabbia). Il dottor Coppelius costruisce una bambola ad immagine e somiglianza di Swanilda, ragazza di cui si è innamorato ma che è già fidanzata con Franz. Quest’ultimo, non sapendo dell’inganno, s’innamora della bambola, ma la ragazza riuscirà infine a smascherare la “falsa se stessa” e a riconquistarsi l’amore del fidanzato. Già la prima scena lascia un po’ di stucco: varie coppie di ragazzi in scena, ognuna con una bambola in mano che canta la filastrocca “Marina è una bella bambolina”. Il silenzio è rotto solo da queste vocine un po’ gracchianti, che ripetono il motivetto più e più volte, mentre al centro Coppelius apre il balletto.

L’INTERPRETAZIONE – Incredibile l’energia di questi giovanissimi (under 21), che regalano un’ora e un quarto ininterrotta di salti, prese, passi a due e pezzi corali. Molto bella l’interpretazione delle ragazze, che rendono il senso dell’essere bambole e “spezzano” gambe e braccia come se avessero delle giunture in plastica. Lodevole anche quella dei ragazzi che, pur non avendo dei fisici molto prestanti, mettono energia e grinta in ogni movimento. Spiccano tra tutti Swanilda (Charlotte Lazzari, classe 1991), ragazza dalla grande espressività e splendido sorriso, ma dotata anche di ottima tecnica e bellissime gambe, e Coppelius (Siro Guglielmi, classe 1992), per la fluidità dei movimenti.

I COSTUMI – Un appunto ai costumi: le scarpette nere stonano, e i vestiti non contribuiscono certo a modellare la figura delle ragazze, con una gonna stile impero molto ampia. L’ultimo passo a due tra Franz e Swanilda è una chicca nell’intero spettacolo, davvero emozionante e romantico. Curiosa è l’idea di inserire i baci tra le varie coppie, a volte forse anche un po’ troppi.

È bello vedere dei giovani ballare, soprattutto quando sono così bravi, perché danno gioia e fanno sperare che, magari, il futuro della danza non è poi così nero (come sembra).

Chiara Guzzonato

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