Davide Luciani
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Milan: Europa League come risorsa o fastidio?

L'eventuale qualificazione del Milan all'Europa League da un lato sarebbe un bene per il club, dall'altra un problema

Milan: Europa League come risorsa o fastidio?
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Montolivo, simbolo della pochezza tecnica del Milan

Montolivo, simbolo della pochezza tecnica del Milan

La vittoria contro il Cesena ha permesso a Inzaghi di puntellare la sua traballante panchina e ha avvicinato i rossoneri a quello che, ormai, è rimasto l’unico obiettivo alla portata dei rossoneri: la qualificazione all’Europa League. Bonaventura e compagni si trovano a -2 dalla coppia Sampdoria-Genoa (impegnate domani nel derby) che coabitano momentaneo al quinto posto. Per andare in Europa League potrebbe bastare anche il sesto se una tra Lazio e Fiorentina vincesse la coppa Italia. A quel punto si libererebbe un posto per la coppa minore in campionato. La domanda  che qui ci poniamo però, è la seguente: l‘eventuale qualificazione all’Europa League sarebbe un bene o un male per il club di Berlusconi?

PRO EUROPA LEAGUE – L’Europa League avrebbe due vantaggi per il Milan: porterebbe qualche soldo in più nelle esangui casse rossonere (anche se non quanti la Champions) e, vincendo il trofeo, aprirebbe al club le porte della Champions. Inoltre, dato che a Galliani piacciono tanto i traguardi, l’eventuale trionfo nel trofeo minore permetterebbe al Milan di centrare due record in un colpo solo. Innanzitutto, i rossoneri diventerebbero il quinto club europeo ad aver vinto tutte e tre le principali competizioni Uefa (dopo Juventus, Bayern Monaco, Ajax e Chelsea) e, in secondo, la squadra di metterebbe in bacheca il diciannovesimoo trofeo europeo della sua storia. Non male per una “coppetta”.

CONTRO EUROPA LEAGUE – Galliani e Berlusconi hanno sempre disprezzato l’Europa League considerandola una manifestazione “minore” e non adatta al blasone del Milan. Di più: sono anni che l’amministratore delegato rossonero si batte per “falsare” il campionato e creare una Champions “a invito” dove far partecipare solo club blasonati e eliminare quelle squadre che, a suo dire “annacquano” la “Coppa dalle grandi orecchie”. Da questo punto di vista, la partecipazione del Milan all’Europa League sarebbe vista come un fastidio. Difficilmente il club rossoneo si impegnerebbe ad arrivare fino in fondo (anche se questo vorrebbe dire avere il pass per la prossima Champions) anche perchè le gare al giovedì toglierebbero forza ed energie al club in vista del campionato. Il Milan userebbe le riserve in Europa e i titolari in campionato, vista la scarsa qualità degli uomini a disposizione, il rischio di collezionare figuracce sarebbe elevato. Del resto, basta vedere le difficoltà incontrate fin qui dai nostri club, per capire come il secondo trofeo Uefa sia tutt’altro che una scampagnata. In queste condizioni, meglio non avere il fastidio della coppa e concentrare tutte le energie al campionato, magari affidandosi ad un tecnico con capacità gestionali superiori a quelle di Inzaghi.

CONCLUSIONI – La qualificazione all’Europa League è veramente così importante per il Milan? La risposta sta nella mentalità del club. Se per Galliani e Berlusconi il trofeo è visto solo per monetizzare qualche euro in più durante la fase a gironi, ma anche una scocciatura da cui liberarsi il prima possibile, tanto vale che Montolivo e compagni non si dannino l’anima per centrare l’obiettivo. Se, invece, l’Europa League fosse vista come un’occasione di crescita da cui ripartire per rimuovere la polvere che, negli ultimi anni, ha ricoperto il blasone del Milan, allora il discorso cambierebbe. Si noti bene, però: la rosa attuale rossonera è da rifondare in toto in difesa e a centrocampo. Con gli uomini attuali, infatti, il Milan si troverebbe ad arrancare sia in Europa che in campionato, con il rischio di buttare al vento un’altra stagione. Quindi, prima di riparlare di Europa, magari i dirigenti del Milan dovrebbero sedersi ad un tavolo e usare un’altra parola che è scomparsa da anni dal vocabolario rossonero: programma.

Davide Luciani

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