Orazio Rotunno
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Inter, difesa da lacrime e sangue: basta comparse e capitani improvvisati

Ennesima figuraccia europea, il modestissimo Celtic mette in crisi la brodaglia neroazzurra da fallo laterale, metà campo e lanci lunghi: serve una rivoluzione

Inter, difesa da lacrime e sangue: basta comparse e capitani improvvisati
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Ora basta. Lo gridano a gran voce i tifosi, lo sa Mancini, ne era a conoscenza la dirigenza: la difesa dell’Inter è una pena totale. Gravi colpe di quest’ultima, che con pochi euro avrebbe portato nuovamente a casa Rolando, in scadenza fra pochi mesi, difensore diligente e dal rendimento costante e positivo nella stagione passata. La partita di ieri, qualora ve ne fosse stato bisogno, ha sancito ufficialmente la “morte” di ogni regola elementare che sin dai pulcini delle scuole calcio di ogni angolo del mondo vengono impartite per poter svolgere degnamente il proprio ruolo in campo. Il modestissimo Celtic, squadra capace di venire prima umiliata dal Legia Varsavia ai preliminari di Champions (salvo essere ripescata per l’ingenuità dei polacchi nello schierare uno squalificato) e poi dal super Maribor.

Tre gol ridicoli, il primo aperto da una voragine sulla sinistra dove tra Santon e Kuzmanovic si fa a gara tra chi la fa più grossa, Capitan Ranocchia che marca Carrizo sul primo palo e Campagnaro che lascia nel deserto il poi autore del gol per andare a prendere l’unico attaccante che già era marcato da un altro difensore (se così possiamo chiamare colui il quale porta la fascia al braccio). Il secondo gol è da Oscar, ancora da fallo laterale come a Napoli: basta un lob sparato a caso in aria di rigore, Ranocchia viene superato e Campagnaro, in ritardo, anticipa l’attaccante buttandosela in porta. Il terzo gol arriva da uno splendido assist di Kovacic, difesa completamente ferma e scavalcata da un tocco di prima di Britton per Guidetti che incredulo di tanta generosità, scaraventa in rete con una gran botta. 3 gol, 3 papere, ma poteva andar peggio: per tutto l’arco della partita la non difesa dell’Inter va’ in crisi, è inquietante come bastasse un campanile da metà campo per trovare la linea non difensiva neroazurra completamente in affanno e posizionata così male che nemmeno il senso dell’orientamento di Schettino contribuirebbe a peggiorare le cose. Senza mezzi termini, imbarazzante: non vi fosse stato il Celtic ma una squadra media di Serie A, ieri la qualificazione degli uomini di Manicini al turno successivo sarebbe già stata compromessa.

Al centro del problema vi sono i nomi, chi scende in campo: portare l’Inter in giro per l’Europa con Ranocchia capitano, Campagnaro in scadenza e fuori ruolo  già con le valigie in mano e Juan Jesus che necessiterebbe di un corso accelerato di auto-controllo in campo è improponibile. Scendere in campo con in difesa due centrali simili è come portare Hannibal Lecter sull‘Isola dei Famosi con scarsezza di cibo: serve una balia, qualcuno che li guidi, insieme rappresentano un crimine contro l’umanità. In panchina ci sarebbe e risponde al nome di Vidic, ma l’Inter forse troppo presto ha deciso di rinunciare a due che forse correvano sempre meno, ma conoscevano il significato del concetto “stare bene in campo“. Sono i due nella foto di copertina, che avrebbero più che dimezzato il proprio ingaggio per vestire un’altra stagione la maglia che hanno portato con orgoglio e successo in giro per il Mondo.

L’Inter avrebbe un Capitano degno e molti punti in più: ma soprattutto, un’immagine non dilaniata dai veri mostri di Scozia, scesi in campo al Celtic Park. 

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