Davide Luciani
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Basilea, la creatura di Paulo Sousa plasmata sul modello Juve

Il Basilea è, ormai una delle più belle realtà europee. Gran merito di ciò va a Paulo Sousa che ha plasmato una squadra sul modello della prima Juve di Lippi

Basilea, la creatura di Paulo Sousa plasmata sul modello Juve
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Passano giocatori e tecnici, ma il Basilea continua a stupire. Il pareggio  interno negli ottavi di Champions League contro il Porto, sa di beffa per gli svizzeri per quel che hanno fatto vedere. Il Basilea ha tenuto testa ai portoghesi per 90 minuti,è andato in vantaggio e, pur subendo la maggior caratura tecnica della squadra di Lopetegui ha retto bene l’onda d’urto, subendo la rete del pari solo su rigore. Tra due settimane , a Oporto, sarà battaglia per il passaggio del turno.

Marco Streller,attaccante del Basilea rivelazione

Marco Streller,attaccante del Basilea rivelazione

IL MIRACOLO SVIZZERO – Negli ultimi quattro anni il Basilea è cresciuto a livello esponenziale nel panorama europea. A testimoniarlo sono i due ottavi di Champions raggiunti (20117″012 e quest’anno, dove gli svizzeri hanno ancora la possibilità di arrivare ai quarti), cui vanno aggiunti un quarto di finale ed una semifinale di Europa League (2012/2013 e 2013/2014). Dal ca,po del Basilea negli ultimi anni sono uscite sconfitte squadre come Chelsea, Bayern Monaco, Liverpool e Manchester United. Questo miracolo è frutto di due componenti: il gran lavoro che viene fatto da George Heitz (direttore sportivo degli elvetici) in sede di mercato e il prolifico settore giovanile del club, che, ogni anno, sforna talenti. Per il club svizzero negli ultimi anni sono transitati Salah, Bobadilla, Diaz, Dragovic senza dimenticare che qui sono cresciuti Sommer, Shaqiri e Xhaka. Insomma: il Basilea è un bel progetto e dimostra che, anche in squadre notoriamente fuori dal grande giro europeo, è possibile sviluppare progetti vincenti.

PAULO SOUSA, L’ULTIMO REGISTA – L’epopea del Basilea è iniziata con Mourat Yakin in panchina ed è proseguita con Paulo Sousa. L’ex centrocampista di Juventus e Borussia Dortmund ha preso una squadra già formata e vi ha aggiunto del suo. Il portoghese ha sviluppato un 4-3-3 molto dinamico dove i due esterni offensivi Gashi e Gonzalez fanno un gran lavoro in fase di non possesso, trasformando il modulo in un 4-5-1. Anche se il paragone è ardito, date le caratteristiche diverse dei giocatori, per alcuni versi lo stile di gioco del Basilea ricorda quella della prima Juve “lippiana” di cui Paulo Sousa era il regista. Il “cervello” della squadra è Fabian Frei. A lui spetta il compito di smistare palloni, rallentare o accelerare il gioco a seconda delle fasi del match. Come la Juventus di Lippi, anche il Basilea fa della corsa e della velocità il suo punto di forza. Il Basilea è una squadra molto aggressiva, che adotta un pressing asfissiante ed è molto abile nelle ripartenze. Sousa ha costruito una squadra “cattiva” che, in fase di possesso, riesce a sorprende gli avversari con tipartenze veloci e tocchi di prima, arrivando con facilità alla rete.

LE DIFFERENZE TRA LE DUE CONCEZIONI – Quello che differenzia i due stili di gioco, al di là della caratura tecnica, è la composizione degli interpreti di centrocampo e attacco. Sulla linea mediana, Lippi schierava, oltre a Sousa, un “randellatore” del calibro di Deschamps ed un incursore come Jugovic (o Conte). In attacco, invece, i bianconeri si schieravano con due attaccanti veri (Vialli e Ravanelli) ed un trequartista/seconda punta. Insomma: la creatura di Lippi era molto sbilanciata anche per i tempi attuali e riusciva a mantenere equilibrio grazie alla grande corsa e al sacrificio di tutti, attaccanti compresi.
Il Basilea è, invece, una squadra più coperta. A centrocampo con il già citato Frei, non ci sono incursori, ma due mediani puri come El Neny e Zuffi. In attacco poi, Streller, centravanti vecchio stampo, è affiancato da due trequartisti/ali come Gonzalez e Gashi (o Embolo), molto abili nello scambiarsi le posizioni e nell’inserirsi (Gashi è il capocannoniere del campionato svizzero), ma pur sempre più centrocampisti che attaccanti.
I tempi cambiano e con esso anche il calcio, ma, nulla s’inventa in questo sport, al massimo, si evolve. Paulo Sousa h a tratto dagli insegnamenti di Lippi la base tattica su cui sviluppare il suo calcio e l’ha plasmata in base alle esigenze del Basilea.
Con queste premesse, sognare lo “scherzetto” al Porto si può. Dopotutto, nessuno ha mai preso sul serio gli svizzeri negli ultimi anni e sappiamo quanti club si sono fatti male prendendo sotto gamba questi avversari.

Davide Luciani

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