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La favola di Ibra, mister 160 milioni di euro

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MILANO, 17 LUGLIO 2012. Con l’ennesimo trasferimento milionario Zlatan Ibrahimovic diventa il calciatore più pagato di sempre. Ripercorriamo la carriera dello svedese attraverso i numerosi cambi di maglia che lo hanno reso il giocatore capace di far muovere più soldi nella storia del calcio.

UNA VITA DA…GIROVAGO. L’istinto nomade, questo è innegabile, Zlatan Ibrahimovic ce l’ha scritto nel sangue. Nato in Svezia da genitori immigrati, dopo aver iniziato a tirare i primi calci al pallone nel Balkan, per poi passare, all’età di 13 anni, alle giovanili del Malmoe, la squadra della città dove è nato e cresciuto. In Svezia ci rimane fino al 2001, anno in cui passa all’Ajax per 19,2 milioni di fiorini, circa 8,7 milioni di euro, diventando,  ad appena 19 anni, il calciatore più costoso nella storia del club di Amsterdam. Coi Lancieri resta tre stagioni, portando a casa due titoli nazionali, una Coppa d’Olanda e una Supercoppa, per un totale di 46 gol realizzati in 106 partite. L’estate del 2004 è quella del grande salto. Zlatan infatti viene acquistato dalla Juventus di Fabio Capello per 16 milioni di euro. Nel primo anno in bianconero risulta decisivo nella vittoria dello Scudetto, segnando 16 reti in 35 presenze. Nessuna marcatura in Champions invece, dove la Juventus viene eliminata dal Liverpool ai quarti di finale. L’anno seguente Ibra risulta meno decisivo in zona gol, mettendo a segno solamente 10 reti (7 in campionato e 3 in Champions) ma contribuendo comunque alla vittoria del 29° Scudetto juventino. L’estate 2006 è quella di calciopoli: la Juve viene retrocessa in Serie B e gli vengono revocati i due Scudetti precedenti, e Ibrahimovic viene venduto all’Inter per 24,8 milioni di euro. In nerazzurro lo svedese gioca tre stagioni vincendo 3 Scudetti consecutivi e sotto la guida di Jose Mourinho riesce nell’impresa che ancora gli mancava: vincere il titolo di capocannoniere. Dal 2006 al 2009 Zlatan gioca con l’Inter 117 partite mettendo a segno 66 gol.

L’ESODO IN SPAGNA E IL RITORNO A MILANO. Le vittorie in campionato però ad Ibra non bastano più e nell’estate del 2009 manifesta la volontà di trasferirsi all’unica squadra, secondo lui, di dargli il successo più ambito: la Champions League. Ecco infatti che lo svedese riesce ‘ a farsi comprare’ dal Barcellona per la cifra record di 69,5 milioni di euro, un operazione che coinvolge il passaggio del camerunense Eto’o in nearazzurro. Dopo un ottimo avvio di stagione cominciano gli screzi con Guardiola che spesso lo fa partire dalla panchina. Il Barcellona vince la Liga, ma in Champions i catalani vengono eliminati i semifinale proprio dall’Inter di Milito e Eto’o che in finale sconfiggerà il Bayern Monaco aggiudicandosi la sua terza Coppa dei Campioni a distanza di 45 anni dalla precedente. I cattivi rapporti con Guardiola provocano ad Ibra l’ennesimo mal di stomaco: ad alleviarglielo ci penserà Galliani, che dopo una lunga trattativa riesce a riportare lo svedese a Milano, stavolta sponda rossonera, per un cifra vicina ai 24 milioni di euro. Al Milan lo svedese è decisivo come neanche ai tempi dell’Inter lo era stato. La prima stagione segna 14 gol in campionato, 3 in Coppa Italia e 4 in Champions League: il Milan vince il suo 18° titolo e Zlatan diventa il nuovo idolo dei tifosi milanisti. La stagione seguente, quella appena conclusa, consacra Ibrahimovic come stella assoluta del torneo: lo svedese infatti va a segno per ben 28 volte, vincendo il suo secondo titolo di capocannoniere e diventando il primo ed unico giocatore nella storia del campionato italiano ad aggiudicarselo con 2 maglie differenti.  Lo Scudetto purtroppo per lui e per il Milan finisce alla Juventus,  e dopo qualche dichiarazione pesante finisce nella trattativa che lo porterà a vestire la maglia del Paris Saint Germain nella prossima stagione.

IL PRIMO DI UNA LISTA MILIONARIA – Con il passaggio ai parigini Ibrahimovic farà entrare nelle casse rossonere una cifra compresa fra i 20 e i 23 milioni di euro, raggiungendo così l’esorbitante cifra di 163 milioni investiti per i suoi trasferimenti. Al secondo posto di questa speciale classifica troviamo il francese ex Chelsea Nicolas Anelka con 130 milioni; la medaglia di bronzo se l’aggiudica l’argentino Hernan Crespo (121 milioni), seguito da Veron (117) e Cristiano Ronaldo, capace di far spendere 110 milioni di euro con soli due trasferimenti.

A cura di Carlo Alberto Pazienza

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