Fulvio Fontana
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Varese, alla ricerca del padre perduto

Dopo Parma e Brescia anche la società varesina senza Presidente e a rischio di "estinzione"

Varese, alla ricerca del padre perduto
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L’emorragia continua, anche l’associazione sportiva Varese non ha più un Presidente: Laurenza si è dimesso dopo aver ottemperato alle scadenze fiscali e a quelle relative agli stipendi dei giocatori, evitando così la seconda penalizzazione per la squadra (già “punita” con tre punti in meno nel corso di questo campionato) e defilandosi con una buona dose di “stile”. Parole amare quelle dell’ex patron varesino, parole che fotografano uno stato di una parte del calcio italiano che rasenta l’agonia: ““Lascio con la morte nel cuore….lascio tutto a Imborgia e D’Aniello e non voglio un euro. Dei 2 milioni e mezzo investiti come sponsor e dei 5 milioni messi come proprietà non mi importa; l’ho fatto e lo rifarei ancora. Non voglio un solo euro. Ci sarà un passaggio di quote gratis. Mi auguro che i nuovi soggetti rispettino i dipendenti. Dò pieni poteri a loro e mi auguro che si possa portare avanti i progetti che ho messo in piedi in questi mesi”. Denari personali investiti per amore della propria squadra e con pochissimi apporti finanziari di un territorio come il Varesotto tra i più ricchi fino agli anni ’90. Varese, Brescia, Parma specchio di un Italia che sembra capovolta: un Catania che riesce a garantirsi dei rinforzi invernali con esborsi notevoli e tre grandi e fiorenti cittadine del Nord che lottano strenuamente per la sopravvivenza delle loro società di calcio.

A Varese dopo la notizia delle dimissioni il Sindaco Fontana e il Presidente della Provincia Vincenzi hanno subito allertato gli imprenditori locali, invocando un loro intervento sinergico per garantire la sopravvivenza di un patrimonio qual è il Varese calcio. Ahinoi proclami già tante volte sentiti quando una squadra perde il suo principle dirigente: la speranza per il calcio in generale e per i varesini in particolare, è che si trovi una soluzione sul territorio per continuare ad assistere alle gare professionistiche di una società attiva nel calcio da ben 110 anni, unita all’auspicio che nelle pagine di sport si torni sempre più spesso a parlare di calcio giocato e sempre meno a discutere di  diritto fallimentare.

Fulvio Fontana

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