Simone Viscardi
No Comments

Inter, a Viareggio è già sbocciata la Primavera

I ragazzi di mister Vecchi portano a casa la 67a edizione della Coppa Carnevale. Un gruppo straordinario, che meriterebbe maggior fiducia

Inter, a Viareggio è già sbocciata la Primavera
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

A Viareggio è già sbocciata la Primavera. L’Inter di mister Stefano Vecchi conquista la settima Coppa Carnevale della sua storia, al termine di una marcia trionfale che ha certificato la supremazia del gruppo nerazzurro sugli altri pari età. Questo è il trionfo del lavoro certosino di Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile interista, e della società stessa, che dall’avvento di Erick Thohir (e a onor del vero anche da qualche anno prima), ha sempre sottolineato l’importanza di investire nel futuro, per creare in casa i campioni di domani.

LA CAVALCATA – Sette partite e sette vittorie per l’Inter, che nel girone B ha superato in scioltezza Parma, Genk e i carneadi della Pro Duta. Nella fase ad eliminazione diretta, complice anche l’arrivo dalla Prima Squadra di Bonazzoli, non ci sono stati più dubbi su chi avrebbe vinto. Uno a zero alla Rappresentativa di Serie D, tre reti (a una) rifilate al Pescara nei quarti e Poker servito alla Roma in semifinale. Il Verona, avversario della finalissima, si è dimostrato un avversario più tosto del previsto, ma una rete a 2′ dalla fine di Gyamfi ha regalato il successo a Vecchi e ai suoi ragazzi.

Federico Bonazzoli, la meglio gioventù dell'Inter

Federico Bonazzoli, la meglio gioventù dell’Inter

BELLE PAROLE, E I FATTI? – Terminata la doverosa sviolinata iniziale, è obbligatoria una riflessione. Quanta di questa Primavera ha una speranza di diventare titolare nell’Inter? Purtroppo non molta. Prendiamo la stella più splendente, Federico Bonazzoli. Eletto miglior giocatore del torneo, autore di un gol in finale, aggregato in Prima Squadra fin dalla tenera età di 16 anni. Un predestinato nerazzurro alla stregua dei vari Mazzola, Facchetti e Bergomi? Macchè, da giugno diventerà a titolo definitivo un giocatore della Sampdoria. Certo, l’Inter si è riservata il diritto di “Ricompra”, ma perchè guadagnare adesso 4,5 milioni (certamente utili per ripagare alcuni degli investimenti di gennaio), per poi eventualmente spenderne il doppio tra un paio d’anni per riportarlo a casa? Mistero, come è un mistero la probabile firma del parametro zero Felipe (trent’anni tondi tondi), quando si potrebbe scommettere sulla freschezza di un centrale come Sciacca, autore sin qui di una meravigliosa stagione.

PUSCAS E GLI ALTRI – Di ragazzi che meriterebbero una chance ce ne sarebbero parecchi. Donkor e Puscas sono già stati ammirati – con alterne fortune – con i più grandi. Il primo però fuori ruolo, terzino destro lui che sarebbe centrale (e i risultati si sono visti a Sassuolo), mentre il secondo è uscito tutto sommato bene dalla bolgia del San Paolo, nella sfida di Tim Cup col Napoli. Non abbiamo ancora avuto modo di vedere (se non in rari spezzoni) le doti del terzo componente del tridente d’attacco di Vecchi, Camara. Giocatore interessantissimo, così come sarebbe intrigante vedere Dimarco al posto di Dodò sull’out di sinistra, o Palazzi a dettare i tempi in mediana. Quest’ultimo è anche sceso in campo in Europa League nella sfida col Saint Etienne. Proprio l’Europa, con le sue limitazioni (mancheranno Podolski e Brozovic tra gli altri), potrebbe essere la vetrina utile per questi giovani.

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *