Orazio Rotunno
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Guarin da Oscar: anche Rocky conquistò il mondo a 30 anni

Una vita da incompiuto, un potenziale tappato dall'incostanza più irritante: forse, con molta cautela, Fredy Guarin è esploso. A 29 anni, meglio tardi che mai

Guarin da Oscar: anche Rocky conquistò il mondo a 30 anni
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29 anni lui, 30 l’altro. Uno dedica i gol ai figli, l’altro esulta invocando il nome di Adriana. Uno aveva il potenziale nascosto da anni per poi sbocciare, forse, alla soglia dei 30. L’altro pure. Fredy Guarin & Rocky Balboa, una vita da Oscar: le premesse ci sono tutte, ma se il personaggio cinematografico riuscì davvero a conquistare il mondo, il colombiano è solo all’inizio di quel dorato percorso che da tempo gli addetti del settore intravedevano per lui.

Quando ormai sembrava troppo tardi, pronto ad un nuovo tentativo magari Oltremanica al Tottenham, poi lo scambio saltato per un pelo con la Juventus e Vucinic, Guarin è rimasto: sulle montagne russe della sua carriera, esperienza neroazzurra compresa, ha sempre dato l’impressione di poter mandare Ko chiunque con la sua prepotenza fisica e tecnica, che fosse Apollo o Ivan Drago fin al brutale Mr.T. Poi qualcosa è sempre andato storto, continui spostamenti di ruolo, deficitario andamento di squadra, cambiamenti a catena di allenatori, fino a Roberto Mancini. Comunque, in 100 presenze aveva timbrato il cartellino per 15 volte, una statistica che è l’emblema di ciò che Guarin avrebbe potuto fare e non ha realizzato. 12 presenze da titolare su 12 partite col Mancio, una parvenza di continuità ed ordine tattico, parole tanto associabili al Guarin precedente quanto un cortometraggio per Rocco Siffredi. Finalmente, si aggiungono anche i gol, ben 3 nelle ultime due partite con 3 assist: c’è chi si stupisce e c’è chi semplicemente comincia a vedere con maggior costanza ciò che il n.14 neroazzurro è in grado di fare. Uno al quale la vita ha dato tutto, un centrocampista di una completezza rara a vedersi, letteralmente sprecata fino ai 29 anni: a tratti irritante, un rapporto amore-odio continuo con l’ambiente neroazzurro, ma in fondo sempre stimato ed apprezzato, anche quando sembrava ad un passo dagli odiati rivali. Lì la più grande dimostrazione di fiducia in uno che pochi mesi prima in Inter-Fiorentina rispondeva irriverente ai fischi di San Siro durante una sostituzione, uno che se lo fischiavi per aver tirato in tribuna da 30 metri rispondeva pochi minuti dopo con un altro bolide, sempre al terzo anello, ma da 40. Ora si è preso l’Inter, va’ detto sotto voce e con cautela, Guarin sa essere più lunatico e scostante di una donna col ciclo.

Un passaggio celebre di Rocky IV, poco prima che Stallone affrontasse Drago per vendicare la morte di Apollo, recita così: “Adriana, io non ti ho mai chiesto di smettere di essere una donna. Ti prego, te lo chiedo per favore, non chiedermi di smettere di essere un uomo“. Parafrasando il celeberrimo verso, potremmo immaginare Fredy Guarin dire, “Interisti, io non vi ho mai chiesto di smettere di essere tifosi. Vi prego, ve lo chiedo por favor, non chiedetemi di smettere di essere Fredy Guarin“.

Con tutto ciò che questo comporta, rischi e vantaggi. 

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