Enrico Cunego
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Nba All Star Game: Wiggins e Gobert fanno volare gli “stranieri”

Finisce 120-112 la consueta sfida dedicata a "rookie" e "sophomore" Nba, per la prima volta organizzata in stile Usa vs Resto del Mondo. MVP è un super Wiggins

Nba All Star Game: Wiggins e Gobert fanno volare gli “stranieri”
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Con le consueta gara tra rookie e sophomore questa notte si è aperto l’Nba All-Star Game numero 64 della storia, per l’occasione ospitato al Barclays Center di New York, tana dei Brooklyn Nets. La gara tra i “giovani” astri della lega di pallacanestro più importante al mondo si è giocata con un’importante novità: non più sfide tra selezioni di rookie e sophomore “miste”, bensì una netta contrapposizione tra giocatori stranieri e giocatori statunitensi. Una vera e propria sfida tra USA e Resto del Mondo, con i migliori prospetti della Lega pronti a darsi battaglia per una partita all’insegna dello spettacolo. E le emozioni non sono affatto mancate nella serata newyorkese e nonostante il non numerosissimo pubblico la qualità del gioco è stata di livello molto alto. La gara si è conclusa con un 121-112 a favore del “resto del mondo”, nelle cui file hanno brillato maggiormente il canadese Andrew Wiggins, top scorer con 22 punti segnati e premiato come MVP della sfida, ed il francese Rudy Gobert autore di 18 punti conditi da giocate spettacolari.

Partita di altissimo livello anche per il francese degli Utah Jazz: Rudy Gobert

Partita di altissimo livello anche per il francese degli Utah Jazz: Rudy Gobert

LA PARTITA – Partita giocata con minutaggio europeo: due tempi da 20 minuti ciascuno e non 4 periodi da 12 minuti come da regolamento Nba. Quintetti davvero interessanti ai nastri di partenza, con il “Resto del Mondo” che schierava Andrew Wiggins, Rudy Gobert, Giannis Antetokoumpo, Dennis Schroeder e Nikola Mirotic opposti a Victor Oladipo, Nerlens Noel, Cody Zeller, Elfrid Payton e Kentavious Caldwell-Pope.  Gara che si apre subito all’insegna dell’equilibrio, con un Nikola Mirotic (16 punti) micidiale al tiro da 3 nel primo quarto (4/4) e trascinatore dei suoi nella prima parte di gara. Gara che ovviamente latita di “impegno difensivo” e ciò consente ai giocatori in campo di offrire giocate spumeggianti e sensazionali, in vero e proprio spirito “All-Star Game”. Team Usa ha nelle sue fila Victor Oladipo (22 punti) che con 8 punti di fila consente ai suoi di rimanere a contatto con il Resto del Mondo, che a fine primo periodo conduce 69-67. Nella seconda parte la ricerca continua del tiro da 3 e dell’assist smarcante premia gli “stranieri”, che grazie ai neo-entrati Bojan Bogdanovic (idolo dei tifosi di casa) e Gorgui Dieng vola sul 107-100 a 5′ dalla fine. Nel mezzo è da segnalare una giocata fantastica di Rudy Gobert, il quale stoppa veementemente il malcapitato Robert Covington facendo partire un contropiede che si conclude con una devastante schiacciata sempre ad opera del francese. Team Usa torna a -2 grazie ai canestri di Zach LaVine (22 punti anche per l’altro rookie di Minnesota), ma il compagno di squadra Wiggins decide la gara grazie ad un gioco da 3 punti che riporta in sicurezza (115-109 a 85″ dalla fine) il “Resto del Mondo”. Il finale è tutto firmato da Gobert, che prima stoppa Plumlee e poi a 1′  dalla fine sfrutta un rimbalzo d’attacco per mettere fine alla contesa sul 121-112. “Resto del Mondo” che ha meritato ampiamente la vittoria, grazie ad una compattezza decisamente maggiore rispetto a Team Usa, spesso trascinata da giocate fin troppo individualiste e sempre alla ricerca del canestro spettacolare.

RESTO DEL MONDO – Antetokoumpo (12 punti), Mirotic (16), Gobert (18), Wiggins (22), Schroeder (13); Dellavedova (4), Exum (4), Papanikolaou (2), Dieng (14), Bogdanovic (16)

TEAM USA – Caldwell-Pope (8 punti), Noel (4), Zeller (12), Oladipo (22), Payton (2); Plumlee (13), Burke (17), LaVine (22), Muhammad (10), Covington (2)

Enrico Cunego

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