Antonio Casu
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Carpi, kaputt mundi: Lotito mette le mani sul calcio italiano

Tutti i progetti del consigliere federale, protagonista di una telefonata con Pino Iodice, dg dell'Ischia

Carpi, kaputt mundi: Lotito mette le mani sul calcio italiano
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La longa manus di Claudio Lotito, figura sempre più ambigua del calcio italiano, arriva a toccare tutti, più o meno velatamente. Il presidente di Lazio e Salernitana (militanti nei campionati di A e Lega Pro), nonché consigliere federale e, sopratutto, deus ex machina delle leghe dei tre principali campionati nazionali, stavolta l’ha fatta grossa. La telefonata che lo vede protagonista con Pino Iodice, dg dell’Ischia (registrata dallo stesso Iodice), è una bomba al vetriolo capace di distruggere le poche sicurezze rimaste al nostro movimento, sempre più corrotta da giochi di potere sotterranei che non hanno niente a che fare con lo sport. Ci saranno delle gravi conseguenze, c’è da starne certi.

Claudio Lotito

Claudio Lotito

L’IMPERATORE LOTITO – Non mancano i presupposti per ipotizzare l’esistenza di un nuovo Sistema, forse ancora più strutturato di quello emerso nel caso Calciopoli. Lotito ha grande influenza in Figc, ancora maggiore nelle Leghe di A, B e Lega Pro e prova a mettere tutti dalla sua parte. Punta forte su Macalli, presidente della Pro (e vicepresidente federale), sfiduciato da alcuni club (non ultimo l’Ischia di Iodice). L’obiettivo? A detta di Lotito è salvare la Lega Pro. Gli interessi dei singoli club vengono in terza battuta, in alcuni casi annientati. Decide Lotito. Per tutti. La Lega di A, invece, è complice di una situazione ancora più farsesca. Il “presidente” (Beretta) non svolge il ruolo da garante, non è arbitro e non ha alcun potere. Non si esprime e non disturba, punto. Si tiene stretta la poltrona, punto. L’unico “garante” (tra mille virgolette) è, ancora una volta, Lotito, il consigliere federale più forte della storia della Figc, giocatore e “arbitro” allo stesso tempo. C’è qualcosa che non va.

CARPI, KAPUTT MUNDI – L’ultimo capitolo, il più paradossale della vicenda, è legato alla B di Abodi. L’uomo capace di trascinare in cadetteria il Vicenza è in grado di condizionare le promozioni in A? Al momento non è dato saperlo, ma la telefonata di Lotito lascia più di un dubbio. È indispensabile che finiscano in A squadre capaci di garantire platee televisive all’altezza. Al diavolo lo sport. Al diavolo le piccole piazze come Carpi o Frosinone, “ree” di proporre un modello di calcio sostenibile in provincia. Anche in questo caso che c’è qualcosa che non va. Forse tutto. Il calcio italiano ha perso la faccia. Ancora una volta. In fondo, parafrasando Gaber, a far paura  non è tanto Lotito in sé, quanto il Lotito che vive dentro il nostro movimento. Altro che A, B o Lega Pro: il calcio italiano è da terza categoria.

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