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Luca Antonini: da idolo ad esiliato

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Luca Antonini

Luca Antonini mentre aiuta gli abitanti di Genova dopo l'alluvione

Luca Antonini mentre aiuta gli abitanti di Genova dopo l’alluvione

Il calcio è beffardo, un giorno sei l’idolo dello stadio e qualche mese dopo sei fuori rosa senza poter più giocare. Il calciatore che sarà costretto a rimanere solo fino alla prossima sessione di mercato è Luca Antonini, terzino ex Milan, ora al Genoa. Ma a volte i tifosi capiscono quando un giocatore vale di più della maglia che indossa e hanno protestato con la società per questa scelta della quale spiegheremo i motivi.

Da idolo ad esiliato – Nonostante sia ormai fuori rosa, Luca Antonini era diventato un vero e proprio idolo sia dei tifosi che della squadra stessa, grazie a quel gol vittoria all’esordio nella stracittadina contro la Sampdoria che lo inserì di diritto in tutti i cuori genoani. Tutto questo accadeva nel 2013 sotto la gestione di Liverani. Il rapporto con i tifosi è stato consolidato di recente in due occasioni, il gol contro la Juventus al 94′ e anche se exta-calcistico, l’aiuto che Luca diede a tutte le persone, indistintamente dal tifo per la squadra, durante l’alluvione di Genova dei mesi scorsi.

I motivi della rottura – Alla fine la motivazione di questa rottura tra Antonini e la dirigenza è uscita fuori. Il calciatore si sarebbe rifiutato di trasferirsi al Watford (Serie B inglese) in questa sessione di mercato invernale e quindi Preziosi&Co. hanno pensato bene di farlo fuori e di concedergli solamente un preparatore atletico personale per non perdere lo smalto fisico ma comunque rimane ben poca cosa, dato che un calciatore se non gioca, o meglio, se gli viene vietato di giocare perde tutto il lavoro fatto da inizio stagione.

Scelta da non condividere quella del Genoa, che cade in basso in questa occasione, a meno che non escano particolari in più su questa storia, il gesto di mettere fuori rosa un calciatore come Antonini, idolo dei tifosi e di Genova non calcistica in generale, è stato davvero di basso livello.

Raul Parrella (@RaulParrella)

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