Davide Terraneo
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Inter, per il dopo Podolski si pensa (ancora) a Lavezzi

Il tedesco in prestito dall'Arsenal non si è ancora ambientato nella formazione di Mancini. Il nome del Pocho torna caldo, tra gli svincolati occhio a Simao e Anelka

Inter, per il dopo Podolski si pensa (ancora) a Lavezzi
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Presentato come il grande acquisto della sessione invernale, era già passato in secondo piano con l’arrivo di Shaqiri. L’arrivo di Lukas Podolski all’Inter era stato accolto con grande entusiasmo dei supporters nerazzurri, che vedevano nel campione del mondo il volto adatto per la rinascita del club allenato da Mancini. Ma dopo un mese dal suo arrivo le aspettative nei suoi confronti sembrano essere state deluse (almeno per ora), e l’Inter potrebbe decidere di tornare sul mercato. Magari proprio su quel Lavezzi che da mesi occupa i sogni della società milanese.

ZERO GOAL – L’apporto di Podolski al reparto offensivo nerazzurro è stato finora decisamente deludente, con una serie di dati decisamente preoccupanti. Zero reti all’attivo, zero assist per i compagni, 5 apparizioni in campionato (di cui una sola partendo dalla panchina) e solo le prime due partite giocate a livello accettabile, contro Juventus e Genoa. Lo stesso Mancini sembra essersi deciso a lasciarlo fuori dall’11 titolare, preferendogli Puscas a Napoli e Palacio contro il Palermo. Inoltre il giocatore, come avevamo preannunciato, non è stato inserito nella lista per l’Europa League così da lasciare spazio a Shaqiri, e non potrà far valere la sua esperienza in campo internazionale. Segnali importanti che qualcosa si sta muovendo nello staff di Thohir. Ricordiamo che Podolski è arrivato a Milano con la formula del prestito secco, e nel caso in cui continuasse a deludere il suo ritorno a Londra non comporterebbe alcuna difficoltà per gli uomini di Thohir. A parte quella di trovare il sostituto da inserire nella formazione di Mancini: ma per quello il nome aleggia già da tempo nell’ambiente nerazzurro.

La maglia dell'Inter con il nome di Lavezzi

Il sogno di Lavezzi aveva già in precedenza stuzzicato la fantasia del popolo nerazzurro, che ne aveva forgiato la maglietta

RISPUNTA IL POCHO – E’ infatti rispuntato nelle ultime ore il nome di Ezequiel Lavezzi, a lungo inseguito nel corso delle ultime sessioni di mercato. L’attaccante argentino piace molto all’Inter e gradirebbe il ritorno in Italia, e il suo rapporto con la dirigenza del PSG sembra essere ormai sempre più logoro. Il contratto in scadenza nel giugno 2016 potrebbe abbassare definitivamente le richieste della dirigenza francese, che sarebbe tentata di cedere a basso prezzo l’ex punta del Napoli per evitare di perderla dopo averla impiegata solo per 12 mesi. Dopo molti anni di molte chiacchiere e nessun’offerta potrebbe dunque essere arrivato il momento di vedere Lavezzi tornare in Italia, magari con una maglia di un altro colore. Inutile dire che la trattativa dipende dalla permanenza di Podolski nel capoluogo lombardo.

GLI SVINCOLATI – Se il tedesco non dovesse convincere Mancini anche nelle prossime giornate, l’Inter potrebbe cercare tra gli svincolati un valido sostituto. Tra i vari nomi, spiccano quelli di Simao, ex Barcellona e Benfica, e Anelka, alla Juventus qualche stagione fa. Il portoghese, terminata la sua esperienza all’Espanyol, attende una formazione in cui accasarsi e potrebbe dare molta esperienza al reparto offensivo, così come l’ex Chelsea, in vistosa parabola discendente nelle ultime annate. Difficile che una delle due piste possa concretizzarsi, come appare complicato pensare al ritorno di Cassano, a cui ha chiuso le porte direttamente Mancini.E’ molto probabile che si aspetterà giugno, quando potrebbero spuntare volti nuovi per l’Inter. Se Podolski dovesse tornare in Inghilterra infatti i nerazzurri potrebbero decidere di puntare su un parametro zero per il reparto offensivo, a scelta tra nomi altisonanti come Ayew, Pato, Luiz Adriano e Gignac. Tutti nomi interessanti per ricostruire un reparto che ha bisogno di più qualità, dopo il crollo del rendimento di Palacio. Per accontentare Mancini l’Inter deve ancora fare molta strada.

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