Enrico Steidler
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Pippo Baudo attacca Conte e riscatta l’immagine dell’Italietta

"Conte andrebbe messo da parte in attesa che la giustizia faccia il suo corso". Già: quello che in Inghilterra sarebbe un "must" da noi è un solo "optional", ma meno male che c'è qualcuno che lo dice...

Pippo Baudo attacca Conte e riscatta l’immagine dell’Italietta
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A volte basta poco per fare tanto, anzi tantissimo. Prendete Pippo Baudo, ad esempio, e il suo lucido J’accuse rivolto ad Antonio Conte e ad altre primedonne di quel penoso teatrino chiamato “calcio italiano“. “Vorrei sottolineare la spocchia del presidente della Figc Carlo Tavecchio e del c.t. Antonio Conte che parlano in tv sorridenti di rinnovo del contratto dopo aver appreso che il tecnico è stato rinviato a giudizio dal Procuratore di Cremona per frode sportiva, un reato gravissimo. Conte andrebbe messo da parte in attesa che la giustizia faccia il suo corso”.

Antonio Conte, ct della Nazionale

Antonio Conte, ct della Nazionale

SI‘, COSI‘, ANCORA!… – “Mi scandalizza anche il sorriso davanti ai microfoni di queste due persone – prosegue il Pippo nazionale, noto tifoso bianconero, parlando ai microfoni di Itasportpress.it – Purtroppo si assiste ad una progressiva perdita di valori che hanno cancellato l’etica dello sport. Nessuno però in Italia dice nulla (o quasi, vedi il bellissimo articolo di Mattia Losi pubblicato ieri dal Sole 24 Ore) e Conte, che ritengo un bravo tecnico, continua ad allenare l’Italia e a rappresentarla nel mondo con un rinvio a giudizio per frode sportiva in tasca. E’ il segnale dei tempi immorali che stiamo vivendo. Un’altra buffonata di Conte – chiosa Baudo meritandosi una standing ovation – è la sua presenza sul palco a Sanremo insieme a quella macchietta del presidente della Sampdoria Ferrero“.

MI OPPONGO, VOSTRO ONORE – Dare torto a Pippo? Mission impossible, diciamolo, ma dalle parti del capoluogo sabaudo non la pensano così, e la difesa d’ufficio di Conte (messa agli atti col titolo di “Pippo, ma cosa dici?”) scatta immediata. “Vale la pena ricordare – scrive Guido Vaciago su Tuttosport che fino al terzo grado di giudizio qualsiasi cittadino deve essere considerato innocente e un rinvio a giudizio non equivale a una condanna. E che la sospensione dagli incarichi, in caso di indagini o processo a proprio carico, potrebbe essere una soluzione in presenza di una Giustizia funzionante. (…) Vale inoltre la pena ricordare – aggiunge Vaciago entrando nel vivo della sua arringa – che nell’incidente probatorio non è emerso nulla a carico di Conte (che è stato sottoposto a una perquisizione e al sequestro di telefoni e pc) e se per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio per frode sportiva è sulla base delle deposizioni del “pentito” Carobbio, soggetto che la giustizia sportiva ha ritenuto inattendibile“.

PASSO INDIETRO, QUESTO SCONOSCIUTO – Insomma, quando l’etica dello sport cui allude Pippo Baudo diventa un orpello ingombrante e demodè, comportarsi di conseguenzapotrebbe – il condizionale è d’obbligo – essere una soluzione“, perché no, ma solo “in presenza di una Giustizia funzionante”… Ora, sia chiaro: il garantismo è un modello di civiltà, oltre che una regola di vita. Fino a sentenza definitiva, Antonio Conte deve essere considerato non colpevole di quanto gli viene addebitato dalla Procura di Cremona nell’ambito dell’inchiesta ribattezzata “Scommessopoli”. Su questo non ci piove, è un principio sacrosanto. Esitono, però, delle “ragioni di opportunità – come scriveva ieri Mattia Losi – che dovrebbero indirizzare le scelte di chi viene sottoposto a indagini: tanto per essere chiari, quel famoso passo indietro che è di regola in altre culture, in particolare quella anglosassone, ma assai poco praticato alle nostre latitudini“.

E già. Ma cosa volete che siano queste ragioni di opportunità in un Paese come il nostro? E’ ragionevole – nella Terra dei tarallucci – attendersi che il ct sia capace di fare un dignitoso dietrofront? O “che a chiederlo possa essere una Federazione il cui Presidente è stato assolto in casa per l’avere pronunciato frasi razziste (l’ormai famosissimo Opti Pobà…) ma sanzionato in Europa per lo stesso fatto”? No, diciamolo: è sensato come pretendere che Renzi mantenga una promessa. Qui da noi, purtroppo, le uniche ragioni di opportunità universalmente percepite sono quelle del tornaconto personale, gli “uomini di sport” se ne infischiano allegramente della sua etica e le macchiette che minacciano i sindaci (“Vengo a prenderti con gli ultrà“…) diventano superstar da palcoscenico.

Beh, che volete farci? Questa è l’Italietta, questo è il suo “show”. Buona visione a tutti. Tanto dura poco: siamo già ai titoli di coda.

Enrico Steidler

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