Davide Luciani
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L’esplosione di Zappacosta, una delle ultime ali rimaste

Le ultime convincenti prove di Zappacosta, hanno posto l'attenzione sul gioiello dell'Atalanta

L’esplosione di Zappacosta, una delle ultime ali rimaste
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Zambrotta, giocatore a cui, erroneamente, è stato accostato Zappacosta

Zambrotta, giocatore a cui, erroneamente, è stato accostato Zappacosta

Il nome di Davide Zappacosta  da qualche tempo è sulla bocca di tutti. Il difensore dell’Atalanta si sta imponendo all’attenzione del grande pubblico grazie a prestazioni sempre più convincenti. Qualcuno già inizia ad azzardare alcuni paragoni. Il primo di questi è con Gianluca Zambrotta. In realtà l’evoluzione dell’ex Avellino è l’esatto opposto di quella del campione del mondo 2006.

IL PASSO INDIETRO DI ZAMBROTTA – Zambrotta nasce ala nel Como e ricopre questo ruolo fino al 2002. La sua duttilità e la sua capacità di difendere, spingono poi Marcello Lippi ad arretrarne il raggio d’azione, schierandolo terzino, per permettere di sfruttare la “potenza di fuoco” che la Juventus aveva sulle fasce, dove, nel ruolo di ali, agivano Camoranesi e Nedved. Il passo indietro di Zambrotta (capace di giocare indifferentemente a destra e a sinistra) ne ha, di fatto, allungato e migliorato la carriera, facendolo diventare uno dei più forti interpreti del ruolo.

IL PASSO AVANTI DI ZAPPACOSTA – L’esplosione di Zappacosta, invece, si deve ad un passo avanti. In effetti, anche Zappacosta nasce come ala di centrocampo, ma, in carriera, ha anche ricoperto il ruolo di terzino. Il ragazzo però, ha propensione offensiva e meno attitudine a difendere dell’ex Juventus. Non è un caso che, nell’Avellino, si sia imposto come esterbo destro in un centrocampo a 5. Quest’anno, Colantuono lo ha utilizzato a inizio stagione come terzino destro. In questo ruolo il ragazzo si applicava, ma, ciò che gli mancava, era il poter sviluppare le sue doti di corsa e progressione. Nel 4-4-1-1 di Colantuono, infatti, l’ex Avellino, giocando terzino, doveva limitare le sovrapposizioni e giocare più bloccato. Il contemporaneo ko di Estigarribia e Raimondi e le non convincenti prestazioni di D’Alessandro, hanno spinto il tecnico romano a rivedere le sue idee, schierando Benalouane come terzino e avanzando Zappacosta come ala. Risultato:  dal 7 dicembre, giorno del cambio di ruolo, la vita calcistica del ragazzo è svolta. A certificarlo sono le 9 presenze e 3 reti, condite da voti altissimi, che ne hanno contraddistinto la seconda parte di stagione.

IL FUTURO DI ZAPPACOSTA – In un calcio come quello italiano dove il ruolo di ala sta via via sparendo, a causa dei troppi stranieri e, dove ormai si adattano trequartisti o centrali (come, ad esempio, Candreva e Bonaventura),  Zappacosta rappresenta una delle poche ali vere rimaste a disposizione. Ecco perchè, se bisogna fare un paragone, più che con Zambrotta, sarebbe logico accostarlo con Camoranesi. Meno tecnico dell’italo argentino, ma dotato di maggior resistenza fisica, Zappacosta è ideale nel 3-5-2 che sta impostando Conte in nazionale, perchè capace sia d’inserirsi senza palla, sia di andare sul fondo e crossare. Il ragazzo deve ancora migliorare nella fase difensiva, ma ha un futuro assicurato. L’Atalanta ha scoperto e lanciato un altro ragazzo dal luminoso futuro.

Davide Luciani

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