Marco Tringali
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Il Parma vale un euro. L’ennesima beffa per la società emiliana

Il club ceduto nuovamente per la cifra irrisoria di 1 euro. La società sommersa dai debiti. L'illustre precedente del Lecco Calcio

Il Parma vale un euro. L’ennesima beffa per la società emiliana
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Non è questione di austerity, e non è nemmeno la crisi. Ma l’ultimo schiaffo morale subito dal Parma proprio in questi giorni, al di là dei disastrosi risultati calcistici, è il fatto che il club ha cambiato nuovamente proprietà, ancora una volta in pochi giorni. Ma il fatto ancora più umiliante è che il nuovo proprietario, tale Giampietro Manenti, se lo è aggiudicato per la cifra irrisoria di 1 euro.

Rezart Taci, ex presidente del Parma

Rezart Taci, ormai ex presidente del Parma, ha venduto il club per la simbolica cifra di un euro

E non è un fatto di austerity ma solo la cifra simbolica pagata per aggiudicarsi un club che versa in condizioni debitorie ancor più critiche dell’attuale situazione di classifica. Quella situazione debitoria che ha fatto desistere l’attuale proprietario, Rezart Taci, che aveva rilevato il club ducale poche settimane fa da Ghirardi per la stessa cifra simbolica. Scarno e lapidario il comunicato ufficiale del Parma che sul proprio sito scrive: “A seguito delle assemblee dei soci di Parma Fc ed Eventi Sportivi Spa tenutesi oggi presso il centro direzionale di Collecchio il club è stato acquisito da Giampietro Manenti. Ermir Kodra ha rassegnato in data odierna le proprie dimissioni. La carica di presidente da oggi viene ricoperta a tutti gli effetti e con pieni poteri da Giampietro Manenti. L’operatività aziendale sarà gestita da Fiorenzo Alborghetti coadiuvato da Pietro Leonardi”.

E in questo clima da ultima spiaggia in campionato, i giocatori ducali dovranno affrontare la seconda parte della stagione in corso pur non percependo emolumenti da parecchi mesi, con la prospettiva di dovere centrare una autentica impresa per risalire la china ed evitare l’onta di una amara retrocessione.

IL PRECEDENTE – Lo scorso anno la stessa sorte la subì una gloriosa società degli anni ’60, quel Lecco calcio, che dopo i fasti, solo annunciati, dal misterioso imprenditore americano Joseph Calà che nel 2012 rilevò il club con l’intento di farlo diventare grande in pochi anni e perfino di quotarlo a Wall Street, venne venduto per il prezzo di un caffè al bar. Calà promise molto più di quanto era in grado di mantenere, considerando che la sua società finanziaria tracollò in pochi giorni e il fantomatico presidente che avrebbe dovuto fare grande il Lecco, finì in braghe di tela. La sua avventura al Lecco durò solo 50 giorni.

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