Antonio Fioretto
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Quei bravi ragazzi: chi punta sui giovani in Serie A?

In un Paese per Vecchi alcune società provano a muoversi, dando spazio a giovani affermati o di prospettiva: ecco chi più di tutti punta su Quei Bravi Ragazzi...

Quei bravi ragazzi: chi punta sui giovani in Serie A?
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Invertire una tendenza: esistono poche cose più difficili. Sovvertire un’attitudine, ribaltare una naturale inclinazione. Sradicare una predisposizione quasi innata è classificabile tra le imprese meno semplici per l’uomo. Spesso, però, è assolutamente necessario. E’ il caso, per esempio, dell’Italia calcistica. Che il belpaese sia una terra ostile ai giovani è ormai un fatto risaputo. L’Italia è un paese per vecchi, prendendo a prestito il titolo del capolavoro dei fratelli Coen. Culturalmente. E calcisticamente.

Considerando i 5 maggiori campionati europei, la Serie A è infatti il campionato con l’età media più alta. Non solo: è anche il secondo campionato in assoluto con più stranieri (su 100 giocatori, 53 non sono italiani), fattore che ovviamente gioca a discapito dei giovani, siano essi nostri compatrioti o meno. Il risultato di questo scempio anagrafico è la totale incapacità di vittorie europee, l’incredibile gap creatosi tra i nostri top club e quelli esteri, la differenza abissale di cultura sportiva tra il nostro e gli altri Paesi.

Invertire una tendenza, appunto. Quella che vuole i nostri club puntare poco sui giovani, preferendo un prestito sbrigativo ad un’integrazione lunga e complicata. In questo senso, comunque, qualcosa si sta muovendo. Qualcosa di troppo piccolo per parlare di un cambiamento, di un’inversione di marcia. Qualcosa di importante. Qualcosa che parte proprio da loro, da Quei Bravi Ragazzi che con le unghie e con i denti cercano di barcamenarsi in un paese che sa di ospizio, e da alcune società che con prudenza provano a prendere coraggio e a lanciarli.

La stagione in corso, quella 2014/2015, ne è una prova evidente. L’asticella si è mossa, facendo registrare una maggiore propensione (almeno quello…) dei club nel far giocare i talenti emergenti. Vuoi per un talento fuori dal comune (Pogba docet) vuoi per una necessità particolare (l’exploit di Verde contro il Cagliari è emblematico), l’impressione è che ci sia la volontà di fare qualcosa di diverso. Ma chi punta davvero sui giovani nel nostro campionato? Ecco una panoramica, squadra per squadra, dell’impiego dei classe 90′ a salire.

Giovani: Daniele Rugani, difensore dell'Empoli

Giovani: Daniele Rugani, difensore dell’Empoli

Empoli e Cagliari sono le squadre con l’età media più bassa in assoluto: 25,8 per i toscani e addirittura 24,8 per i sardi (l’influenza iniziale di Zeman ha pesato). Sono senza dubbio loro i club che puntano di più sui giovani: Sarri ha spesso schierato una difesa totalmente Under 21 -Hysaj, Rugani, Barba- e da fiducia in ruoli chiave a gente come Verdi (22), Pucciarelli (23) e Vecino (23); i rossoblu, invece, somigliano tanto a una squadra primavera, coi vari Cragno (20), Murru (20), Donsah (18, già 13 presenze e 1 gol), Joao Pedro (22) e Longo (23).

Tra le grandi, la Juve può annoverare il prodigio Pogba (pazzesco cha abbia solo 21 anni) e i gioiellini piuttosto affermati Coman (18) e Morata (22). I bianconeri, però, sono da quattro anni a questa parte la squadra con l’età media più alta del campionato. Il Napoli da spazio a un trittico di ventitreenni niente male formato da Gabbiadini, Koulibaly e Insigne, mentre il Milan si gioca le carte De Sciglio, El Shaarawy e Van Ginkel (tutti 22enni) e l’Inter continua a ringiovanirsi con Juan Jesus e Dodò, con i ventenni Donkor e Kovacic e coi vari Brozovic, Shaqiri e Bonazzoli (solo 17enne).

Una nota di merito è doverosa per il Sassuolo, squadra che di domenica in domenica schiera quasi 11/11 italiani (tra cui Zaza, Berardi, Sansone e Antei), e la Roma: tra le big i giallorossi hanno dato spazio al summenzionato Verde (classe 96′), a Paredes, Ljajc, Manolas, Iturbe e Florenzi. Non solo: il ds Sabatini da due anni a questa parte ha messo in atto una politica di mercato giovanile unica nel suo genere, assicurandosi talenti classe 96′ e 97′ di grande prospettiva. Inutile sottolineare, in conclusione, la competenza dell’Udinese: Scuffet (18), Widmer (21), Fernandes (20), Evangelista e Perica (19).

E’ proprio il caso di dirlo: in un Paese per Vecchi, Non è Mai Troppo Tardi per Quei Bravi Ragazzi. Continuando su questo trend, tra qualche anno potremo forse dire: Qualcosa è Cambiatopersino in Serie A.

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