Orazio Rotunno
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Inter, Mancini rebus risolto: Brozovic è il Kovacic che serviva

Nelle prime tre presenze ha già mostrato duttilità tattica, completezza tecnica e personalità: la mezzala che mancava è il croato che non ti aspetti

Inter, Mancini rebus risolto: Brozovic è il Kovacic che serviva
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Dilemma risolto, tattico e tecnico: si procede col rombo, modulo che tanto caro fu al primo mancini neroazzurro capace di vincere scudetti, coppe italia e supercoppe ed anche grazie a Brozovic. Modulo riproposto con successo da Mourinho prima del passaggio al tripletiano 4-2-3-1, poi abbandonato definitivamente nei bui 3 anni successivi. Fino a “ieri“, fino a quando il tecnico jesino ha capito che questa squadra non può sostenere un modulo con una punta fissa e tre trequartisti, anche perchè esterni di qualità ed in forma fisica tale da ricoprire all’occorrenza il ruolo di “terzini” non li ha, Shaqiri a parte. Ecco perchè si torna a 3 in mezzo al campo, con uomini schierati nei ruoli più consoni alle loro caratteristiche ma soprattutto utili a fornire maggiore copertura ad un reparto arretrato spesso alla deriva. L’ex Bayern è dunque più dentro al gioco da n.10, Guarin può dare sfogo a tutta la sua prepotenza fisica e tecnica da mezzala destra e a sinistra….

Brozovic sarà l'erede di Kovacic?

Brozovic sarà l’erede di Kovacic?

A sinistra c’è quello che da 2 anni si cerca in Kovacic, ma ancora non si è riuscito  scovare in lui: le doti di mezzala, che necessitano di una fase difensiva e di interdizione quasi egualmente valida come quella offensiva e di proposizione. Forse saranno i 20 anni, forse un difetto di personalità o più semplicemente non è nelle sue corde: Mateo Kovacic ancora deve cresce tatticamente, non sembra avere la maturità tattica per svolgere entrambe le fasi, ma soprattutto ancora non è in grado mentalmente di prendere in mano questa Inter. Ecco perchè Brozovic è il croato che serviva, forse meno estroso e capace di catturare l’occhio come il n.10 neroazzurro, ma dalle prime 3 apparizioni sembra manna dal cielo per Mancini. Col Sassuolo ha persino debuttato da terzino di spinta, col Napoli nei 2 davanti alla difesa, col Palermo da mezzala pura, il suo ruolo. Ma può fare il trequartista, forse anche il vertice basso o l’esterno in un 4-2-3-1: sempre con grande qualità, applicazione in entrambe le fasi e personalità. Sul fardello che cade su qualsiasi giocatore debba esordire a San Siro si potrebbero scrivere libri anche solo con le confessioni dei malcapitati rossoneri o neroazzurri letteralmente distrutti psicologicamente dalla pressione che incute la Scala del Calcio. Brozovic non è sceso sotto il 7 in pagella su alcuna testata nazionale, ha fornito assist, coperture difensive, si è proposto da centrocampista in area come non si vedeva dai tempi del miglior Cambiasso, ha dato bella mostra di qualità tecniche lodevoli ed ha solo 22 anni: alle spalle oltre 40 presenze fra Europa, Champions League compresa e Nazionale, dove non a caso è preferito a Kovacic accanto a Modric per la maggior versatilità e completezza tattica. Il talento di Mateo va’ però preservato e i due insieme nello scampolo col palermo hanno fatto faville, confezionando con maestria l’azione che ha portato al 3-0 di Icardi.

Brozovic è la mezzala che mancava, arrivato negli ultimi scampoli di mercato con blitz di Ausilio, l’uomo migliore di questa Inter negli ultimi 2 anni, per distacco. Non potrà essere utile alla causa neroazzurra in Europa League, ma sarà di certo fondamentale nella rincorsa all’Europa tramite il campionato: Brozovic è il Kovacic che serviva, con 2 anni di ritardo.

Meglio tardi che mai.

@OrazioRonnye9

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