Matteo Masum
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Ausilio: “L’Inter non perde mai lo stile”. Urge una cura di fosforo

Stuzzicato da Agnelli, il club nerazzurro, negli ultimi anni, non ha perso occasione per qualche stoccata "poco" signorile

Ausilio: “L’Inter non perde mai lo stile”. Urge una cura di fosforo
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Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter

Ci sono partite che durano molto di più rispetto ai canonici 90 minuti. Juventus-Milan è una di quelle sfide che si protraggono per settimane, mesi, a volte anni (gol di Muntari docet). Talvolta, tale estenuante contesa dà occasione a personaggi esterni di esprimere una loro opinione. E’ quanto accaduto, ad esempio, con Piero Ausilio, il quale si è sentito in diritto di far sentire la sua voce, anche quando non ve n’era affatto bisogno. Il Dt dell’Inter ha tuonato:”Al contrario di Juve e Milan, l’Inter non perde mai lo stile“. Ma è davvero così?

FERIE…PRESCRITTE- La questione di Calciopoli non si è ancora chiusa, e da quando la Juventus è tornata protagonista del calcio italiano, le polemiche si sono riaccese. Nell’Agosto del 2011 Andrea Agnelli definì lo scudetto del 2006 “il titolo dei prescritti“, suscitando lo sdegno del mondo nerazzurro. Moratti invitò, con più o meno signorilità, il suo dirimpettaio a “farsi una vacanza per rilassarsi“. Ci pensò poi John Elkann a parlare di “vacanze prescritte per la Juventus“, rendendo una diatriba, che aveva già stancato prima ancora di entrare nel vivo, decisamente stomachevole.

LA CAPITALE DELL’INDONESIA- L’occasione per tornare alla carica, Agnelli, un altro che in fatto di stile regala sempre delle perle in negativo, la trovò quando l’Inter fu acquistata da Erick Thohir. Con una battuta, il presidente bianconero mise in crisi la geografia del sud-est asiatico, annunciando al mondo che il nome della capitale indonesiana fosse “Jakartone“. Evidente crasi tra Jakarta, la capitale dell’Indonesia, e cartone, il materiale di cui è composto, agli occhi dello juventino medio (e non solo), lo scudetto conquistato dall’Inter nel 2006, l’uscita del rampollo della famiglia Agnelli non piacque granchè a Moratti, il quale si limitò ad un “Ingenuo pubblicare questa battuta“. Stile salvo.

LA STORIA INFINITA- Ancora Calciopoli, ancora Agnelli, che, va detto, non perde occasione per dirne una delle sue. Ad Ottobre, il presidente bianconero è tornato alla carica, salutando, a modo suo, ancora Moratti, che in quei giorni abbandonava la guida dell’Inter, con queste parole:” Credo che a lui vada riconosciuto un grande amore per la sua Inter, ed un grandissimo amore può portare a compiere alcune follie, come accettare uno scudetto che non ha vinto“. La replica dell’Inter fu durissima (altro che caduta di stile):” Agnelli mistifica i fatti. Il 2006 è stato un anno disastroso, la Juventus è stata retrocessa in B insieme alla sua reputazione“. Insomma, non proprio una carezza.

Temiamo che il povero Ausilio debba proprio andarsi a rileggere la storia recente della sua Inter, che non ha mai perso occasione per arricchire il manuale de “Le cadute di stile”. Manuale a cura di Andrea Agnelli, ovviamente.

Matteo Masum

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