Massimiliano Riverso
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C’era una volta il Parma, oggi c’è la Dastraso Holdings Limited

Il caso de 'La Bari' ci aveva riportato ad un calcio romantico, quello del Parma ci sta riportando sulla terra

C’era una volta il Parma, oggi c’è la Dastraso Holdings Limited
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C’era una volta il Parma, c’era una volta Callisto Tanzi e i bond della Parmalat, c’erano una volta Thuram, Cannavaro e Crespo e i trofei conquistati con quel mattacchione di Alberto Malesani. Proprio il crac della Parmalat ha sancito la decadenza di un club che teneva testa alla grande Juventus di Lippi, ai tempi in cui il doping nel calcio era una pratica sistematica.

A oltre dieci anni di distanza la società ducale si trova sull’orlo del baratro. Il destino del club è nelle mani del petroliere Rezart Taçi, personaggio controverso e capofila della cordata russo-cipriota che ha rilevato il Parma pur avendo un capitale sociale di partenza pari a 1000 euro. La Dastraso Holdings Limited, quasi anagramma di disastro, ha soli 15 per il pagamento degli stipendi arretrati – come scrive la Gazza si tratta della seconda tranche dopo che la prima, quella di novembre, non è stata rispettata -, dei fornitori, delle tasse pesanti come Irpef e Iva. La domanda che sta angosciando migliaia di tifosi gialloblu’, quasi come un mantra negativo, è dove pescherà ‘i piccioli’ il presidente Ermir Kodra e il suo entourage.

Essere ottimisti al momento è un eufemismo, visto anche l’atteggiamento di molti giocatori che hanno rescisso il contratto e si sono ‘svenduti’ come le cioccolate esposte sulle mensole di un discount. Il caso de ‘La Bari‘ ci aveva riportato ad un calcio romantico, quello del Parma ci sta riportando sulla terra. Il materialismo prima di tutto, nonostante i loro conti in banca siano un milione di volte piu’ corposi rispetto al metalmeccanico della Fiat. Una storia amara da raccontare, un declino che rischia di far sprofondare il Parma nell’anonimato del calcio professionistico.

@MassiRiverso

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