Jacopo Bertone
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La Roma non è più magica: perché?

La sconfitta contro la Fiorentina accende definitivamente la spia dell'emergenza sul cruscotto della Roma, proviamo a spiegare le ragioni di questo calo

La Roma non è più magica: perché?
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Parentesi controcorrente: la Roma è una grande squadra, con una dirigenza capace, un’ottima rosa e un allenatore di quelli che passano una volta ogni tanto; in questo momento potrà anche essere impopolare ricordarlo, ciò non di meno è doveroso per una realtà che dal nulla è stata in grado di raggiungere le vette della classifica, con il panorama tanto affascinante quanto scomodo della capitale a far da sfondo al tutto. Tuttavia, come in ogni squadra, ci sono dei momenti di flessione (il termine “crisi” lasciamolo agli economi, please), periodi in cui le cose non funzionano come dovrebbero e gli errori appaiono più grandi di quello che sono : all’ombra del Colosseo le cose non sono facili da qualche tempo, perchè?

Rudi Garcia, la sua Roma è fuori dalla Champions League

Rudi Garcia, allenatore della Roma

LUPA LAESA – Il peccato originale sta sicuramente nel mercato estivo : troppi cambiamenti sono stati apportati alla squadra che lo scorso anno stupì l’italico stivale, troppe variabili da inserire nel meccanismo semi-perfetto di Garcia, troppi armadietti aggiunti in spogliatoio; gestire una rosa ampia e per di più molto giovane non è una passeggiata, le “bocche da sfamare” sono molte e i minuti da distribuire si assottigliano sempre di più a seconda della crescita o del calo della stellina di turno, il tutto tenendo conto che chi sta davanti in classifica tiene un ritmo disumano, che alcuni malumori potrebbero tramutarsi in addii (vedi Destro) e che la caratteristica fondamentale di un grande gruppo è l’equilibrio, la chimera dei giallorossi versione 2014/2015. Non è un caso, infatti, che la Roma sia andata in svantaggio sostanzialmente sempre nell’ultimo mese, un chiaro sintomo di instabilità perchè così facendo ha costretto sè stessa ad arrancare nel tentativo di recuperare, un circolo vizioso che tante volte ti premia (Lazio, Palermo, Fiorentina atto I, Empoli), ma altre ti sbilancia e successivamente ti condanna (Fiorentina atto II). Servono più raziocinio e più cattiveria sotto porta, inoltre anche gli uomini migliori non guasterebbero.

Castan, Strootman, Iturbe, Balzaretti : tutti titolari costretti ai box dai malanni più disparati, per non parlare di Keita e soprattutto di Gervinho, l’uomo chiave della Roma, impegnati a lungo dall’altra parte del Mediterraneo con le proprie nazionali, questo per dire che non si può giudicare una squadra privata delle proprie armi migliori per così tanto tempo e che (ancora una volta) i sostituti acquistati la scorsa estate non sono all’altezza del compito. Aggiungete all’assunto la carta d’identità di Totti, qualche strafalcione mediatico del buon Rudi e il carattere di una città che fu grandissima e che mal sopporta il fatto di essere “solo” grande e otterrete la fotografia di questa Roma: una maestosa lupa che si lecca le ferite, in attesa che arrivino tempi migliori (SI, perchè arriveranno tempi migliori state tranquilli) per riprendere la rincorsa a quella Zebra che oggi è lontanissima, ma domani chissà…

IL MEA CULPA DI SABATINI

È una serata tristissima per tutti ma dobbiamo accettare la sconfitta, che viene in un momento di grande difficoltà dovuta a fattori contingenti. Potremmo parlare anche di un mercato fatto un pochettino in ritardo. Vorrei però sollevare la squadra e l’allenatore da responsabilità, non ci sono colpevoli da individuare ogni volta che si perde. Bisogna reagire, è chiaro, e servono regalare altri modelli di prestazione ma saremo in grado di farlo“. “Abbiamo trovato alcuni meccanismi che ci hanno guidato per un anno e mezzo. Quando una squadra è malata non basta prendere un’aspirina. Esiste un dolore sportivo, che è immenso per noi. Ma sarà un punto di ripartenza”, ha dichiarato ieri l’hombre vertical al termine della gara di Coppa Italia persa con la Fiorentina.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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