Antonio Casu
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Il Cagliari compra ma non soddisfa: il calciomercato delle scommesse

Le sicurezze sono poche. La premiata ditta Giulini-Marroccu investe su tanti nomi esotici e poche garanzie

Il Cagliari compra ma non soddisfa: il calciomercato delle scommesse
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La pagella di gennaio è sospesa tra trionfo e fallimento. La sessione di calciomercato invernale, periodo di riparazioni e inversioni di rotta, regala poche sicurezze al Cagliari di Giulini, attivissimo ma eccessivamente tendente alle scommesse. L’unica garanzia è la boccata d’ossigeno alle casse societarie, arricchite dall’ottima cessione di Ibarbo, venduto a peso d’oro alla Roma. Brkic escluso, i nomi arrivati a Cagliari sono un salto nel vuoto. Parlerà il campo.

Paul-Josè M'Poku, centrocampista del Cagliari

Paul-Josè M’Poku, centrocampista del Cagliari

SERIE A, QUESTA SCONOSCIUTACi sono un belga, un uruguaiano, un croato, un serbo e un ceco. I tifosi si augurano che non sia l’inizio di una barzelletta. Sarebbe l’ennesima. Cinque acquisti, utili per ampliare la rosa in ogni settore del campo, dalla porta all’attacco. Il dubbio che sorge immediatamente è legato al numero di presenze complessive in A dei nuovi arrivati. Poche, pochissime. L’unico che conosce a fondo la categoria è Zeljko Brkic, portiere arrivato in prestito secco per sei mesi dall’Udinese. Le prime uscite del serbo hanno dimostrato la bontà dell’investimento. E gli altri quattro? Gonzalez, centrale difensivo puro adattato da Zola sulla fascia destra (la prestazione negativa offerta a Bergamo lo dimostra), non ha saputo imporsi a Verona (sponda Hellas), mentre gli altri sono esordienti assoluti. I profili di Cop, M’Poku e Husbauer intrigano e non poco, ma scommetterci a gennaio è un rischio. I campionati di Croazia, Belgio e Repubblica Ceca sono diversissimi da quello italiano e avranno quindi bisogno di tempo per adattarsi alla nuova realtà. Il Cagliari, invece, non ha tempo: la lotta per non retrocedere chiama alle armi inesorabilmente.

L’ESPERIENZA, QUESTA SCONOSCIUTAIl disastroso girone d’andata non ha insegnato niente. La rosa di inizio stagione, giovanissima e di belle speranze, ha confermato un assioma fondamentale per sopravvivere in A: l’esperienza conta. Il mercato di gennaio sarebbe dovuto servire per inserire un paio di puntelli esperti, buoni per dare qualche punto di riferimento in più agli sbarbatelli affondati col sogno zemaniano. Serviva una difensore per registrare la retroguardia e non è arrivato. Il goffo tentativo per arrivare a Mendes (centrale panchinaro del Parma in smobilitazione) ha messo in ridicolo la società sarda. Era necessario anche un attaccante di sicuro affidamento per supportare Sau e portare in dote i gol salvezza, ma anche questo rimarrà un tassello vuoto. Il solo Cop non è sufficiente. La solidità mostrata nelle ultime partite ha restituito fiducia al popolo cagliaritano, oppresso dai peccati di gioventù di Giulini. Solo il campo potrà decretare la positività (o meno) del mercato invernale, capace di riparare poco e creare più di una perplessità.

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