Enrico Steidler
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Rocco Siffredi presidente, il sogno impossibile

Corsa al Quirinale: il candidato ideale ci sarebbe, ma ha di meglio da fare...

Rocco Siffredi presidente, il sogno impossibile
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Gli italiani si dividono in due categorie: quelli che non sanno chi è Sergio Mattarella e quelli che lo sanno e non vorrebbero mai averlo come presidente. Esistono, a dire il vero (oltre a Renzi) anche quelli che farebbero carte false per portarlo al Quirinale, ma sono presenti solo in tracce – parlamento e dintorni – e non hanno alcuna rilevanza statistica. Rocco Siffredi, invece, sanno tutti chi è, è “Amato” (lui sì…), rispettato e invidiato. Quando mai – eccezion fatta, in parte, solo per Einaudi – abbiamo avuto un presidente della Repubblica con queste caratteristiche? Non è venuto il momento, secondo voi, di fare un bel salto di qualità dopo la trilogia dell’orrore? Scalfaro, Ciampi e Napo Orso Capo?

Rocco Siffredi: un uomo, una garanzia

Rocco Siffredi: un uomo, una garanzia

Chiariamo subito un punto. Malgrado le apparenze, l’Italia è piena di uomini e donne di valore, di persone perbene cui tutti noi affideremmo il delicato compito di ridare dignità a istituzioni disonorate come le nostre. Peccato, però, che questi candidati ideali abbiano una cosa che li accomuna quasi tutti e li esclude automaticamente dai giochi: fare il presidente della Repubblica? No grazie, manco morto! Ecco, quindi, il motivo per cui guardiamo con sospetto chiunque manifesti la sua disponibilità in tal senso: o fa parte della “casta”, oppure è pronto a mettersi al suo servizio. Tertium (il galantuomo che tutti invochiamo) non datur.

WE HAVE A DREAM – C’è però un fresco cinquantenne – ha raggiunto l’età minima richiesta dalla legge il 4 maggio dello scorso anno – che nessuno potrebbe mai sospettare di essere “organico al sistema”, nè – tanto meno – di essere disposto ad assecondarne passivamente i desideri: il suo nome, che è pure una garanzia, è Rocco Siffredi. Fateci caso: il notissimo pornoattore, vera icona del “made in Italy” in ogni angolo del globo, ha tutti i requisiti necessari per rivestire il ruolo più solenne. E’ super partes, innanzitutto, è autorevole (almeno quanto lo furono Ronald Reagan e Arnold Schwarzenegger…), intelligente (“La coerenza è vista con sospetto e nessuno dice mai realmente ciò che pensa. Non siamo in Germania o in Olanda. Siamo in Italia, un Paese antimoderno“), onesto (“La vera pornografia è l’esercizio del potere“), giovane (l’era dei gerontosauri deve finire) e pure bello, il che non guasta mai.

VIVA E VIBRANTE OCCASIONE – Insomma: ve la immaginate la Merkel? Riuscite a immaginare la sua salivazione e la sturm und drang ormonale al cospetto di cotanta roba? Non pensate anche voi che l’Italia intera potrebbe trarre vantaggio da relazioni più diplomatiche e distese con il colosso tedesco? E se gli americani, che in fatto di marketing ne sanno molto più di noi, si affidarono in massa al cowboy di celluloide, perchè mai gli italiani – a trent’anni di distanza – dovrebbero perdere la loro storica occasione? Forse perchè non è serio farsi rappresentare da un attore e regista hard? Proporre Prodi e Amato invece lo è? Oppure perchè la Conferenza episcopale non approverebbe mai? Allora Rocco tutta la vita! O semplicemente perchè non è un alto profilo istituzionale? Suvvia, dai, siamo realisti: come può un alto profilo – ammesso che esista – essere eletto da così bassi figuri?

Rocco forever, quindi, ma purtroppo è solo un sogno ad occhi aperti. Se anche qualcuno avesse il lungimirante coraggio di sostenere la sua candidatura, infatti, lui rifiuterebbe di sicuro. Avete presente a cosa dovrebbe rinunciare il nostro candidato ideale per fare il presidente? Lo fareste, voi, al posto suo? Niente da fare, diciamo la verità, mission impossible: anche la nostra più flebile speranza di vedere un uomo vero al comando è destinata a naufragare miseramente.

Verrà la morte, quindi, facciamocene una ragione (noi e la Merkel), e avrà gli occhi di un quaquaraquà.

Enrico Steidler

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