Matteo Masum
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Roma, il problema non è nella testa, ma nei polmoni

Poca corsa e pressing insufficiente. Dito puntato contro la preparazione estiva

Roma, il problema non è nella testa, ma nei polmoni
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La Roma pareggia al Franchi, dopo l'ennesimo primo tempo regalato

La Roma pareggia al Franchi, dopo l’ennesimo primo tempo regalato

Altro pareggio, ancora una volta dopo un primo tempo regalato, e per la Roma il sogno dello scudetto assume sempre più i contorni di un’utopia. Vero, tre pareggi contro tre delle squadre più in forma del momento, ma è altrettanto evidente come gli uomini di Rudi Garcia non riescano più ad imporsi, né al livello tecnico, né mentale, rispetto a formazioni di livello comunque inferiore. Problemi di testa? A parere di chi scrive, bisogna guardare un po’ più in basso.

BOMBOLA D’OSSIGENO- La Roma gioca solo un tempo, ultimamente il secondo. Contro Lazio, Palermo e Fiorentina, i giallorossi non hanno soltanto subito il gioco degli avversari, ne sono stati schiacciati. Ciò che appare incontrovertibile, in tutte e tre le partite, è che la Roma, se aggredita, vada in difficoltà, e quando si alzano i ritmi del match, i giocatori non siano minimamente in grado di cambiare marcia. Anche ni secondi 45 minuti, una volta trovato il gol del pari, sembra quasi che la squadra si accontenti dello sforzo prodotto, incapace di forzare la mano alla caccia del bottino pieno.

TESTA? MACCHE’- Potrebbe trattarsi di un problema di natura psicologica, ma l’impressione è un’altra. La Roma non va nel panico se passa in svantaggio, reagisce, dimostrando che il carattere non le manca. Le sfide contro Sassuolo, Lazio, Palermo, Fiorentina, Manchester Utd, Juventus, quest’ultima in parte, sono state tutte riacciuffate, in un modo o nell’altro, dagli uomini di Garcia. Il problema, dunque, non può trovarsi nella testa, altrimenti, nel derby, ad esempio, sotto di due gol la Roma si sarebbe liquefatta.

PREPARAZIONE SBAGLIATA- La Roma non corre. I giallorossi non riescono a tenere un pressing alto per più di una decina di minuti, non si muovono costantemente senza palla, non ripartono rapidamente in contropiede, arrivano quasi sempre secondi nei contrasti. La scarsa reattività, la resistenza ai limiti dell’accettabile, unite agli infortuni costanti, sono segnali di allarme. Il dito, a mio avviso, va puntato contro una preparazione sbagliata. Che sia colpa delle varie tourneè estive, o di metodi di allenamento poco adatti, fatto sta che la Roma, contro tutte le avversarie, subisce pesantemente sul piano fisico.

Il campionato sta andando via, Totti e soci devono raccogliere le energie rimaste per non rischiare di ritrovarsi coinvolti in acque meno nobili di quelle che conducono allo scudetto.

Matteo Masum

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