Davide Terraneo
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Federer ko, Nadal zoppica: è la fine di un’epoca?

Lo svizzero ha ceduto in quattro set a Seppi e non vince uno Slam dal 2012, il maiorchino fatica sempre di più e si impone solo sulla terra. Siamo alla svolta?

Federer ko, Nadal zoppica: è la fine di un’epoca?
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Il mondo del tennis è sotto shock. E’ stato colpito duro, dritto al cuore. Gran parte dell’Europa si stava preparando alla giornata lavorativa, e la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Non sono nemmeno le 8 di mattina in Italia, e agli antipodi il passante di Andreas Seppi trafigge Federer. Trafigge il petto di ogni amante della racchetta. Trafigge le certezze di ogni tennista.

I DUE REGNI – C’era una volta la sfida tra due eroi dello sport contemporaneo, una coppia di rivali che nulla avevano in comune. C’era una volta uno svizzero, che ha stampato il suo nome nella leggenda con una classe sopraffina, un rovescio sublime, un serve and volley devastante. Il suo regno aveva come roccaforte l’erba londinese, dove il suo completo rigorosamente bianco e la sua tecnica così perfetta stilisticamente si sposavano perfettamente con l’aplomb inglese. E poi c’era il regno di uno spagnolo con sede a Parigi, dove a furia di ruggiti, lotta e grinta aveva messo paura a tutti, persino al sovrano elvetico. A Parigi non si poteva passare. 9 volte su 10 c’era solo lui, i suoi muscoli, la sua tenacia. C’era una volta la dicotomia che ha diviso a lungo gli appassionati del tennis. Scegliere la classe insuperabile di Federer o la determinazione impareggiabile di Nadal era un credo, uno stile di gioco opposto all’altro. C’erano una volta due campioni sul tetto del mondo. C’erano, ma ormai non ci sono più.

MALEDETTA AUSTRALIA – Il segnale era arrivato già nel 2014, ma molto flebile, pochissimi erano stati in grado di coglierlo. Lo scontro nella semi finale di Melbourne aveva forse illuso i tifosi di poter assistere a tante altre battaglie per aggiungere altri trofei a bacheche già strapiene. Ok, Nadal si è confermato al Roland Garros, ma poi? Federer ha ceduto, non senza lottare con orgoglio, a Novak Djokovic nell’ultimo atto di Wimbledon, e ormai non trionfa a Londra dal 2012. Ultimo Slam conquistato, tra l’altro. L’ennesimo infortunio di Nadal è stato un preoccupante campanello d’allarme, il ko di Re Roger contro Cilic allo US Open un segnale importante. Ma dall’Australia ora giunge una sentenza pesantissima. E difficilmente potrà essere smentita.

Nadal distrutto dopo la vittoria contro Tim Smyczek agli AustraliaN Open

Nadal distrutto dopo la vittoria contro Tim Smyczek agli Australian Open

SEPPI GIUSTIZIERE – Vedere Seppi battere Federer è qualcosa di inaspettato, quasi impensabile. E’ stupendo poter celebrare un successo del genere da parte di un connazionale, sia chiaro. Ma è impossibile non provare un minimo di malinconia per il vero Federer. Quel Federer non sarebbe stato trafitto da un passante su cui sembra arrivare, ma non mette la racchetta. Il Federer di Melbourne ha deposto le armi. Forse ha valutato la palla, forse semplicemente non ci è arrivato. Ma Sua Maestà Roger quella palla se la sarebbe mangiata a colazione. Come si sarebbe portare a casa il quarto set, avanti 5-4 al tie break con servizio. Perdere tre punti di fila contro Seppi in quel frangente non è da lui. E’ un momento storico. Il gesto di andare subito ad abbracciare l’alto atesino ci mostra che Roger è il signore di sempre. Ma con la racchetta in mano, purtroppo, fa sempre meno paura. Come spaventa di meno il muscoloso Nadal, oggi vincitore in scioltezza su Sela ma ancora alle prese con qualche problema fisico. Solo due giorni fa lo spagnolo arrancava contro Smyczek, numero 128 del seeding ATP. Cinque set, quattro ore, crampi. Non si è mai visto il maiorchino così in crisi. Al secondo turno di uno Slam, contro un semi sconosciuto, terminare la partita a terra in lacrime per la gioia di aver vinto una battaglia. Lui ha vinto la sua partita, e non ha dovuto abbracciare l’avversario complimentandosi per il match point giocato. Almeno per ora. Ma la strada del maiorchino verso la rinascita è ancora lunga. Un tempo avrebbe liquidato la questione in tre set, tra un “vamos” e l’altro, tra un servizio e dritto incrociato da sinistra. Ormai Federer sembra un Re in procinto di abdicare, anche se un suo vero erede, in realtà, non esiste ancora, e forse mai esisterà. Nadal pare un leone in gabbia. Per chi ha assaporato i loro duelli dell’ultimo decennio, questo Australian Open è un incubo. La fine di un’epoca, di una delle più belle pagine della storia del tennis. Tutto sommato quel passante ha fatto più danni a noi amanti del tennis che a Federer. Comunque chapeau, Andreas.

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