Edoardo Baracco
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Nba, il quintetto della notte: Griffin spazza i Nets, Kanter e Hayward trascinano Utah

Kanter e Hayward illuminano la notte Nba, Griffin domina contro i Nets. A Chicago gli Spurs cedono allo strapotere di Rose

Nba, il quintetto della notte: Griffin spazza i Nets, Kanter e Hayward trascinano Utah
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Kanter e Hayward illuminano la notte Nba nelle quattro partite andate in scena ieri sera. Battono da soli i Milwaukee Bucks, che fino alla fine provano a rimanere in partita, ma che alla fine sono costretti a capitolare davanti allo strapotere di questi due. Rose a Chicago stende San Antonio, mentre allo Staple Center Griffin devasta i Nets.

Enes Kanter (23-16): una situazione di classifica non ottimale per Utah, che però può contare su un futuro molto roseo. Kanter questa notte ha dato prova di essere uno su cui poter fare affidamento sia ora che negli anni a venire. 23 punti e 16 rimbalzi che stendono letteralmente Milwaukee, che fino alla fine aveva provato a reggere botta, ma ha dovuto capitolare davanti allo strapotere dei giovani di Utah. Molte volte la gente si dimentica dei Jazz, che in prospettiva possono essere davvero un cliente scomodissimo per tutti quanti in questa lega.

Gordon Hayward (24-6-6): non c’era però solo Kanter a dar spettacolo ieri sera a Milwaukee, perché anche Hayward in campo ha fatto la sua gran figura. Questo è un altro ragazzo, che in quel complesso è il più “vecchio” (classe ’90), in grado di creare scompiglio a parecchi in Nba. L’ala grande di Butler University ha messo a referto 24 punti molto pesanti. Come detto in precedenza sono loro la nuova generazione, una squadra che in prospettiva può diventare una realtà molto interessante in grado di dire la sua anche in ambito play-off. Golden State insegna.

Derrick Rose (22-2-5): a Chicago arrivavano gli Spurs in serie positiva grazie al ritorno in grande stile di Kawhi Leonard. Gli Spurs però hanno dovuto fare i conti con il buon Derrick, e, come prevedibile, si sono scontrati contro un muro più solido di loro. 22 punti messi a segno da Rose, che annienta e rispedisce in Texas Leonard e compagnia. Mancava come il pane a Chicago uno come lui, si era assentato per troppo tempo e adesso vuol prendersi, con gli interessi, tutto ciò che si è perso.

Blake Griffin (24-6-3): anche Brooklyn si è dovuto scontrare contro un muro più solido di loro, e contro Blake ci si fa del male. Dominio Clippers allo Staple center. La sconfitta era prevedibile per i Nets, Blake e Paul quando dicono di giocare giocano, e non ce n’è per nessuno. Questa partita ne è un esempio lampante. Blake allo Staple comanda, e Brooklyn non ha saputo imporre le proprie ragioni.

Damian Lillard (21-6-7): c’è considerazione anche per uno sconfitto quest’oggi. A Portland, i Blazers orfani di Aldridge, son dovuti capitolare davanti ai Celtics che agguantano la vittoria con il punto della speranza allo scadere. Ma il migliore rimane sempre Lillard, il playmaker di Weber State University è in grado di caricarsi sulle spalle tutta la squadra, ma anche lui, per questa volta, è dovuto capitolare. La sconfitta però non macchia una prestazione da vero campione, sempre più leader di questa squadra.

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