Fernando Forcina
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“Southampton Way”: il modello da seguire

Il Southampton rappresenta un modello esemplare nel calcio moderno. Competitività e ottime finanze

“Southampton Way”: il modello da seguire
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Nel calcio moderno diventato vero e proprio business, è evidente il rapporto diretto tra investimenti e competitività, tra soldi spesi e possibilità di posizionarsi ai vertici dei campionati nazionali e in Europa. Si pensi a club come Paris Saint Germain, Manchester United, Chelsea o Real Madrid. Grandi investitori, acquisti milionari, top player, tetti ingaggi illimitati, senza badare al tanto temuto e mai applicato Fair Play Finanziario.

Poi ci sono tutti gli altri, tutti quei club con finanze in rosso, con budget trasferimenti e stipendi ridotti all’osso, con la necessità di vendere il “pezzo pregiato” della rosa per far quadrare i conti.  Si tratta di quelle squadre destinate a lottare per un posto di metà classifica o coinvolte nella lotta per non retrocedere, che possono sperare di superare qualche turno di coppa nazionale e niente di più.

Capita, a volte, che le cose vadano in modo diverso. Tra tutti, in questa stagione, il modello da prendere come esempio, è il Southampton. Il club di Premier League non si può inserire nelle squadre che hanno scritto la storia del campionato inglese. Su 114 edizioni di Premier League, i “Saints” ne hanno disputate solamente 37, e nella bacheca dei trofei, è presente una sola FA Cup.

Nel 2009, il club è sull’orlo del fallimento, ma trova sulla sua strada, il magnate delle costruzioni e dell’ingegneria, Markus Liebherr. La nuova proprietà svizzera, deve ripartire dalla League One. Il Southampton dopo due promozioni consecutive, ritorna in Premier League nella stagione 2012/2013, chiusa al limite della zona retrocessione. Nonostante la proprietà disponga di capitale da investire, la scelta di Liebherr è quella di creare un progetto a lungo termine. Investire nel club in maniera intelligente e proiettata al futuro, nel rispetto della stabilità economica.

Koeman, allenatore del Southampton

Koeman, allenatore del Southampton

La scelta degli acquisti segue una rigida logica, in fase di reclutamento si scelgono solo giocatori adatti al progetto del club. Nel calciomercato estivo, la rosa è stata quasi smantellata. Il Southampton ha incassato dalla vendita di giocatori come Shaw, Lovren, Lambert, Lallana, l’incredibile cifra di 120 milioni di euro, la metà dei quali investiti per l’acquisto di giocatori idonei al progetto e allo schema dell’allenatore Koeman. Tra questi il portiere Forster, la punta Graziano Pellè, gli esterni Manè e Tadic. Nonostante solamente Real Madrid e Chelsea abbiano incassato più del Southampton, la società non ha voluto acquistare top player da 100 milioni, ma ha voluto mantenere la propria linea. Puntando sul proprio settore giovanile, del quale l’academy del club è una delle migliori strutture al mondo, in grado di sfornare fuoriclasse quali Bale, Lallana, Walcott e Chamberlain.

E così. arrivati alla 22^ giornata di Premier League, i “Saints” stazionano al terzo posto in classifica, con la miglior difesa del campionato e sopra club molto più blasonati quali Manchester United, Arsenal e Liverpool.

Il Southampton magari non vincerà il titolo, magari non salirà sul tetto d’Europa la prossima stagione, ma la società ha il merito indiscutibile di aver dimostrato come si può essere competitivi ad altissimi livelli mantenendo sane la situazione finanziaria del club.

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