Orazio Rotunno
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Calciomercato 2015, Eyes Wide Shut: per tutti, tranne uno

Quanti intrecci, quanti ritorni e quanti tradimenti: la Serie A sembra Uomini & Donne. Tutti divorziano: tranne uno...

Calciomercato 2015, Eyes Wide Shut: per tutti, tranne uno
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La coscienza del disorientamento“, è il concetto alla base di una delle opere più ambigue ed al contempo geniali di quel folle di Stanley Kubrick. L’orientamento nel calcio, nello specifico se si tratta di mercato, è sempre meno mosso da passioni ed istinti, come accadeva nella pellicola del regista americano, bensì molto più semplicemente dalla convenienza e dal danaro. Gennaio 2015 sembra l’emblema di un calcio oramai scevro di qualsivoglia tipo di sentimento, legame o affetto: società rivali storiche che si scambiano giocatori, attaccanti cresciuti in un ovile e pronti a divenire simbolo di quello opposto, cavalli di ritorno che scelgono il maneggio del nemico per ripartire. Un affresco deprimente, se non si stesse parlando solo di calcio, ma che trova il suo lieto fine in uno che passano gli anni, le showgirl e le paparazzate, ma resta sempre fedele ad unico lido.

MARCO BORRIELLO ED IL GENOA: CHI E’ TOM CRUISE E CHI ‘ NICOLE KIDMAN – Il Calciomercato 2015 è una ruota panoramica sulla quale si sale e non si scende sino all’ultimo secondo dell’ultimo giorno di mercato: quest’anno ha però un filo conduttore che sembra tenerla in sospeso, il tradimento. C’è un portiere di nome Neto, accolto fra lo scetticismo generale lo scorso anno, in procinto di lasciare a gennaio la viola salvo poi riprendersi con una seconda metà di campionato eccellente. Rimane, si parla di rinnovo, si arriva sino a dicembre ma nulla è risolto: Neto, l’ex signor nessuno reso grande dalla Fiorentina, fa ostruzione e decide di andare in scadenza. Un danno economico oltre che tecnico, ma il peggio deve ancora venire: nel suo futuro, con tutta probabilità c’è la Juventus. La Fiesole in rivolta chi potrebbe ritrovarsi in squadra dall’anno prossimo? Sebastian Giovinco, uno che nella Vecchia Signora ci è cresciuto, tornandoci e passando gli ultimi 2 anni a riscaldare la panchina, sopravanzato nelle gerarchie persino da un francesino 18enne col cognome di un detective. A questo punto della storia i più anziani tifosi viola, quelli che hanno vissuto lo scudetto gigliato del ’69, se non sono già venuti meno li portiamo definitivamente al crepacuore: Jovetic torna in Italia, alla Vecchia Signora. Forse, o forse no: ma non era già troppo il caso Neto-Giovinco? Jojo, diventato grande e scoperto dalla Fiorentina, non è sbocciato al City, che in barba al fair-play finanziario e ai vari Aguero e Dzeko, ha speso altri 35 milioni di euro per tale Wilfred Bony dello Swansea. Il montenegrino da tempo è nell’orbita bianconera, ma dopo Roberto Baggio nulla può far più male. In misura minore, ma pur sempre di lesa maestà si tratta, c’è Destro al Milan: il ragazzo è cresciuto ed esploso nelle giovanili dell’Inter, salvo essere poi scaricato nel gennaio del 2011 per potersi garantire l’arrivo dell’attuale capitano. No, non Javier Zanetti, tale Andrea Ranocchia. (Che affare eh?).

Giunti all’epilogo, ormai delusi dal mondo e dall’amore, possiamo tornare i sognatori ed amanti di un tempo, perchè c’è chi nella fedeltà ancora crede e la insegue ostinatamente: è Marco Borriello, per la terza volta pronto a sposare il suo Genoa. La prima volta fu un amore folle, da 20 gol, la seconda era già un sentimento meno prorompente ma sempre vivo e funzionale ad un buon rapporto di coppia. La terza come sarà? “E’ un bene essersi destati dai propri sogni e che sarà meglio rimanere svegli a lungo“, è la frase conclusiva, o quasi, del capolavoro di Kubrick. Quasi, perchè la chiusura ci lascia di che pensare anche in rapporto all’ennesimo Borriello-Genoa in love, se vero amore o mero interesse: “La sola cosa che ci resta di importante è sc…”.

Avete capito, no?

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