Jacopo Bertone
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Stars and Barns: i Top&Flop della settimana Nba

Riapre i battenti la rubrica che ci racconta il meglio e il peggio di quel pazzo mondo chiamato Nba

Stars and Barns: i Top&Flop della settimana Nba
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La settimana Nba appena passata non ha fatto altro che consolidare ulteriormente ciò che la fase finale del 2014 ci aveva detto, questo perchè chi andava forte ha aumentato ulteriormente i giri del motore e chi faceva schifo…fa ancora più schifo.

Pau Gasol, è lui l'MVP della notte Nba con 46 punti e 18 rimbalzi

Pau Gasol, ex-Los Angeles Lakers ora ai Chicago Bulls

TOP&FLOP TEAMS – Circoletto rosso per gli Atlanta Hawks: la squadra della Georgia, a dispetto del difficilissimo momento societario, ha messo in piedi un impianto di gioco di tutto rispetto grazie al portentoso coach Budenholzer, giunto direttamente dall’Alamo per provare ad esportare il modello Spurs, con successo si direbbe; dall’altra parte della costa prosegue la marcia degli irreali Golden State Warriors, una squadra per cui gli aggettivi sono ormai terminati, che recentemente ha frantumato anche i Cleveland Cavaliers i quali in sede di prestagione erano stati etichettati come i favoriti assoluti per il titolo, è possibile che proprio non tutto fosse chiaro dall’inizio? Da lodare anche il momento positivo degli Houston Rockets, inizialmente azzoppati dall’arrivo di Josh Smith, ora tornati sui loro livelli e vogliosi di dimostrare che la Morey-ball può essere vincente anche in post-season. Le cose, invece, non si mettono male solamente in Ohio: i Minnesota Timberwolves e i New York Knicks sono senza dubbio le due franchigie peggiori della Nba in questo momento, come dimostrano i rispettivi filotti di 15 sconfitte consecutive, la pochezza del gioco espresso e il linguaggio del corpo, giunto quasi ai limiti del mutismo.

TOP&FLOP PLAYERS –  Kemba Walker e Klay Thompson sono stati eletti giocatori della settimana: il primo ha viaggiato 30 punti, 6 rimbalzi e più di 4 assist a partita, rimettendo in corsa i suoi Hornets con l’autorità che solo un campione NCAA può avere, mentre il secondo ha mantenuto uno strabiliante 50% da 3 grazie al quale è stato in grado di metterne 28 a sera, “not bad” per uno considerato lo scudiero di Steph Curry. Meraviglioso momento anche per Pau Gasol, il quale ha fatto registrare un clamoroso 46+18 contro i promettenti Bucks, una prestazione irreale per il catalano giunto ormai alla soglia dei 35 anni. Anche Andrej Kirilenko è molto vicino a quell’età, ma attualmente invece di far squittire le scarpe sul parquet preferisce stare a casa, motivo per cui i Philadelphia 76ers hanno deciso di sospenderlo: oltre al danno la beffa come si suol dire; Se l’ala russa si trova a fronteggiare problemi familiari piuttosto seri, per quanto se ne sa Larry Sanders potrebbe anche essere stato rapito dagli alieni dal momento che nessuno ha sue notizie da più di dieci giorni e sono addirittura circolate voci di un possibile ritiro, smentite successivamente dall’entourage del centro. Chiudiamo con una citazione che ben identifica l’approccio a questo gioco del compagno di squadra che tutti, ma proprio tutti, “vorrebbero” avere, J.R. Smith :” Qual è il mio motto? nel dubbio tira”. Amen.

Jacopo Bertone (@JackSpartan92)

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