Orazio Rotunno
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Roger Federer, Mille giorni di te e di queste notti

Ennesimo, pazzesco record raggiunto da Re Roger in carriera: perla numero mille, sul podio fra le leggende del tennis

Roger Federer, Mille giorni di te e di queste notti
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Mille giorni di te e di me” cantava Claudio Baglioni: quel “te” è facile identificarlo in lui, il più grande tennista di tutti i tempi, quel “me” incarna tutti i fans del mondo di questo sport e non, ammaliati da un prossimo 34enne che si presenta al 16esimo anno da professionista come fosse il primo. Giocando il torneo inaugurale dell’anno e vincendolo, a cospetto della meglio gioventù rappresentata dai 10 anni più giovani Dimitrov e Raonic. Nel frattempo, altrove, Nadal perde col n.127 del mondo e Djokovic n.1 del Ranking mondiale viene eliminato dall’aceman Karlovic.

Mille vittorie, solo lui, Lendl e Connors capaci nella storia del tennis di arrivare a un numero a 4 cifre. A fronte di sole 227 sconfitte, questo successo permette anche di vincere almeno un torneo per il 15esimo anno di fila: il primo arrivò proprio in Italia, nel 2001, nell’Atp di Milano. Lendl potrebbe essere raggiunto già quest’anno, a 1.071, non impossibile viste le 72 vittorie timbrate nell’anno della rinascita, quel 2014 che sembrava irripetibile ma che è stato già migliorato. Lo scorso anno infatti Federer arrivò sì in finale a Brisbane, ma la perse con l’idolo di casa Hewitt. Anche per questo, con la contemporanea e prematura eliminazione di Djokovic a Doha, la n.1 si avvicina a piccoli passi, ora distante poco più di 1.500 punti. Sarebbe l’ennesimo record raggiunto, diventare il più anziano n.1 di sempre superando nella speciale classifica Agassi, forse proprio questo è uno degli ultimi grandi obiettivi di Roger Federer. Per diventare invece il giocatore con più vittorie di sempre dovrebbe vincere in media 60 partite per i prossimi 4 anni circa: Connors è infatti a quota 1.253, difficilissimo ma non impossibile. A differenza di Nadal, che a quasi 29 anni pare già aver logorato il fisico tramite un gioco basato principalmente sulla tenuta atletica e doti fisiche straordinarie, l’elvetico col proprio talento e gioco offensivo può perdurare ad alti livelli per ancora diverso tempo, anche sui 5 set come dimostrano i risultati 2014. Semifinale agli Australian Open, finale a Wimbledon e semifinale agli Us Open. Il grande sogno dell’oro olimpico a Rio 2016, sfuggito in finale a Londra 2012, ci garantirà Roger Federer in campo almeno per altre due stagioni, ma dalle sue dichiarazioni si evince una fame di successi e stimoli ancora altissimi, così da permetterci di ammirarlo ancora per diverso tempo.

La versione di 2013 di Roger Federer, quella che a qualcuno aveva prematuramente fatto gridare al ritiro, era semplicemente dovuta a problemi fisici, che raramente hanno attanagliato lo svizzero. Il suo corpo è integro e quasi immacolato da gravi infortuni in tanti anni di carriera, ma vederlo perdere e soprattutto giocare male in qualsiasi campo e contro quasi chiunque è un ‘esperienza già vissuta e che farebbe male non tanto ai milioni di fans quanto alla sua immagine in primis: prima dei record c’è un’idea divina da preservare. Quella di aver ammirato nel nuovo millennio il miglior tennista di tutti i tempi. 

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