Marco Scipioni
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Cerci-Shaqiri: e se il colpo l’avesse fatto il Milan?

Cerci-Milan e Shaqiri-Inter: se il vero colpo fosse quello di Galliani?

Cerci-Shaqiri: e se il colpo l’avesse fatto il Milan?
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Shaqiri è dell'Inter

Shaqiri è dell’Inter

CERCI O SHAQIRI? – Alessio Cerci al Milan e Xherdan Shaqiri all’Inter, di chi è il vero colpo di mercato? La maggior parte degli addetti ai lavori e del tifo italiano è decisamente orientato verso lo svizzero, ma se il vero colpo di mercato l’avesse fatto il Milan con l’ex giocatore dell’Atletico Madrid? Certamente il colpo dell’Inter, per impatto mediatico e per il trascorso calcistico del neonerazzurro è stato nettamente superiore, ma ciò che conta, come sempre, è il campo. Cerci nel Milan di Inzaghi potrebbe rendere di più rispetto a quanto possa fare Shaqiri nell’Inter di Mancini, ma non è nostra intenzione sminuire il campione svizzero, quanto vogliamo elogiare e mettere in evidenza la forza dell’ala italiana.

CERCI, COLPO VERO – È una caratteristica tutta italiana quella che porta a preferire il calciatore straniero ed a sottovalutare la forza dei giocatori del nostro Paese, per una volta sarebbe cosa giusta porre in evidenza la forza anche dei nostri compaesani. Cerci, in Spagna, ha reso certamente meno di quanto fossero le aspettative su di lui poste da Simeone, ma le attenuanti sono tutte dalla parte dell’esterno romano. Il calcio praticato dall’Atletico Madrid non è del tutto adatto alle caratteristiche di Cerci che predilige un gioco basato sulla velocità del contropiede, sulle ripartenze e sulla libertà di movimento. Nella squadra spagnola tutto questo non c’è, gli spazi sono pochi, i campioni di Spagna, infatti, giocano con i reparti molto stretti, praticano un grandissimo pressing e in maniera molto intensa, lasciando poco spazio ai singoli e all’estro dei grandi giocatori, privilegiando il collettivo. Quindi è abbastanza evidente il motivo per cui Cerci abbia reso al di sotto delle aspettative. L’ex granata avrebbe avuto vita più facile nel Barcellona e nel Real Madrid degli extraterresti, dove viene prediletta la libertà d’azione e la fantasia dei grandi campioni. Il Milan, come gioco, assomiglia molto al Torino di Ventura: reparti molto stretti in fase difensiva, grande attenzione a non prendere gol e ripartenze veloci affidate ai grandi velocisti in squadra, molti spazi che si creano per i movimenti della punta centrale, Menez, e degli esterni offensivi.Dunque, il neo esterno rossonero, ha tutto dalla sua parte per ripetere la stagione in maglia granata.

CERCI, L’ADATTAMENTO NON È UN PROBLEMA – Un altro elemento che fa pendere la bilancia dalla parte di Alessio Cerci è quello dell’adattamento al calcio italiano. Mentre Shaqiri non si è mai cimentato nella nostra Serie A, l’ex Colchoneros, invece, tranne i 6 mesi appena trascorsi in Spagna, ha sempre giocato nel nostro Paese e dunque, conosce pregi e difetti del nostro calcio e potrà rendere al massimo delle sue potenzialità fin da subito. Invece ciò non sarà possibile per Shaqiri che necessariamente avrà bisogno di un periodo di ambientamento.

CERCI, VANTAGGIO ECONOMICO – Da non sottovalutare infine il discorso economico. Mentre Shaqiri è arrivato all’Inter con la formula del prestito con riscatto obbligatorio fissato per giugno, Cerci è in prestito gratuito al Milan per 18 mesi. Dunque la società rossonera potrà disporre anche nel prossimo anno di liquidità economica, risparmiata nell’operazione Cerci, per poter acquistare altri calciatori e riscattare a titolo definitivo l’ex granata nell’estate del 2016 quando magari sarà riuscita a centrare la qualificazione alla Champions League, qualora non riuscisse a farlo nella stagione in corso.

DUNQUE, CERCI O SHAQIRI? – Quindi, quale delle due operazioni porterà i maggiori frutti? Molto probabilmente Shaqiri ha margini di miglioramento più ampi rispetto a Cerci, ma non è da sottovalutare come il nuovo calciatore del Milan abbia tutte le carte in regola per potersi rivelare decisivo fin da subito, smentendo così chi ha già deciso di metterlo in secondo piano.

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